La Biennale di Venezia

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Intervento di

Paolo Baratta

Presidente della Biennale di Venezia

 

Va premesso che tutt’e tre i settori Danza Musica Teatro, ciascuno nella sua sfera autonoma, seguono coerenti indirizzi paralleli a seguito di un fruttuoso dialogo interno e di una ricercata sistematicità.

I Festival sono tutt’e tre molto focalizzati: i temi prescelti per la ricerca sono tutti in qualche modo espressione del desiderio di esplorare i confini, fino a non considerarli più tali e ciò non certo alla ricerca di effetti comunicativi accondiscendenti, ma nel segno del più aperto e rigoroso riconoscimento delle qualità presenti nel vasto mondo della creazione artistica.

Tutti i settori DMT adottano nel loro programma il connubio Festival – College affermato ormai da anni, offrendo una palestra di lavoro e confronto non solo ad attori ma anche a registi, non solo a danzatori ma anche a coreografi, non solo a compositori ma anche a librettisti e registi del teatro musicale.

Questa maggior sistematicità del programma artistico, che è a un tempo apertura e compattezza, mira anche a fare dei nostri Festival – College dei luoghi di scambio sempre più attrezzati per offrire al pubblico occasioni preziose di conoscenza e di frequentazione dei mondi del teatro, della danza e della musica.

È nostro intento dar vita con il pubblico e gli artisti a una esperienza intensa e a una comunità viva. Questo indirizzo ci pare quello che meglio può valorizzare i luoghi, gli spazi e le risorse di cui disponiamo.

A tal fine abbiamo ritenuto di avviare l’offerta al pubblico di una ulteriore modalità di partecipazione che vada al di là dell’abbonamento e che preveda diverse occasioni di conoscenza e dialogo con gli artisti, con i nostri direttori e tra gli stessi frequentatori. Per descrivere questo progetto ci piace usare l’espressione Spettatori in Residenza.

Sempre in accordo con questi indirizzi, la Biennale promuoverà una nuova iniziativa rivolta a giovani laureati che vogliano cimentarsi con l’arte dello “scrivere” di teatro, di danza e di musica; il programma prevedrà per ciascuno dei Settori e per un dato numero di ammessi un percorso di lavoro di ricerca e scrittura, assistito da un tutor sotto la sorveglianza dei direttori artistici che daranno il “tema” della ricerca.

Per gli aspiranti Giovani Scrittori in Residenza il lavoro si svilupperà a cavallo tra la partecipazione al Festival e la frequentazione dell’Archivio Storico: Archivio che dopo la grande riorganizzazione degli anni scorsi con questa iniziativa si apre a un futuro che lo vedrà più direttamente impegnato nella ricerca. Un analogo progetto riguarderà anche la fotografia.

Nell’ambito della Musica, il lavoro di Ivan Fedele propone “una dilatazione del campo d’indagine” ai più diversi stili della musica di scrittura nonché ad altri generi (jazz, live-set, pop) e istanze della creatività, per le quali ricerca e sperimentazione si configurano come aspetti significativi dell’espressione artistica.

Un confine storicamente importante e continuamente varcato è stato quello rappresentato dall’Oceano Atlantico: opere, stili e maestri hanno attraversato l’Atlantico metaforicamente o di persona, un fenomeno del passato e del presente di grandi della musica e di giovani talenti, un continuo di influenze, ritrosie, accettazioni totali, accantonamenti nel folklore, riscoperte. Il Festival ce ne vuol dare aggiornata contezza.

I nostri calorosi ringraziamenti vanno al MiBACT, alla Regione del Veneto, al Comune di Venezia, a tutta La Biennale.

Biennale Musica
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