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Il Concerto di Chiusura del 1. Meeting Internazionale di Informatica Musicale e Multimediale
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Il Concerto di Chiusura del 1. Meeting Internazionale di Informatica Musicale e Multimediale

In programma domenica 17 novembre, ore 16.30, al Teatro Piccolo Arsenale.

Il concerto di chiusura

Sarà la “classica” del futuro al centro del concerto che domenica 17 novembre al Teatro Piccolo Arsenale (ore 16.30) concluderà il primo Meeting Internazionale di Informatica Musicale e Multimediale promosso dalla Biennale CIMM sotto la guida del direttore del settore Musica Ivan Fedele. Una galassia di musiche firmate da Maurilio Cacciatore, Simone Conforti, Michelangelo Lupone e Ivan Fedele.

Interpreti di prim’ordine del concerto saranno: la flautista Ayako Okubo, la specialista di flauto Paetzold Ulrike Mayer-Spohn, il tenore e controtenore Javier Hagen, Enzo Filippetti al sassofono e interprete di Windback, Raphaël Siefert per i video e Andrew Quinn che interagirà visivamente con le partiture (sound reactive visuals).

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I brani in programma

È un futuro sempre più prossimo quello della musica nell’era digitale: i compositori, come Alice, vanno “oltre lo specchio” e aprono orizzonti sempre più ampi facendo interagire suoni acustici, elettronica, video, arte e scienza, confortati dalla ricerca tecnologica più avanzata.

Ha un titolo dal fascino fiabesco, Ecco perché ho paura dei folletti, il brano di Maurilio Cacciatore  – classe 1981, già in residenza negli studi dell’IRCAM, dello ZKM, della Muse en Circuit di Parigi e degli Elektronisches Studio di Basilea. Composto per flauto contrabbasso e live electronics, Cacciatore mette in dialogo suoni e luci mentre il real time video riprende, rielabora e proietta con due telecamere su cinque schermi il concerto live.
“Dalla mia fruttuosa collaborazione con l’ensemble Hanatsu Miroir – dichiara Cacciatore – sto imparando a estendere il concetto di live electronics a quello di live staging... Qui mi concentro sul controllo delle luci: i tasti del flauto contrabbasso attivano preset di luci creando un contrappunto tra i suoni percussivi dello strumento e le attivazioni delle luci a led. Il titolo del brano era dentro di me da molto tempo e aspettavo il pezzo giusto per poterlo usare; è un titolo che rimanda a una storia di fantasia e in cui, con poche parole, sono presenti personaggi, conflitto, morale”.

Tellus di Ivan Fedele traghetta il pubblico nel cuore della terra: il brano è composto per un flauto dalle caratteristiche timbriche particolari, il flauto basso Paetzold, che con il suo registro grave e profondo ha suggerito al compositore un interrogativo sul suono delle viscere della terra, dei suoi movimenti tellurici. Suoni che trovano una sorta di “risonanza fantastica” grazie al sound reactive visuals di Andrew Quinn, che consente al gesto dell’interprete di disegnare e dare forma ai suoni su uno schermo.

WeWillNeverBeGreatAgain! per voce, flauti dolci e elettronica è opera di Simone Conforti, classe 1979, svizzero con studi in Italia, attualmente ricercatore nel centro per il restauro e il recupero degli archivi sonori MARTLab del Conservatorio di Firenze in collaborazione con il CNR di Pisa e la sede RAI di Firenze.

Michelangelo Lupone, fra i pionieri della ricerca elettroacustica italiana, con un’attività che si distingue per l’approccio interdisciplinare in grado di integrare l’ambito musicale con quello scientifico e tecnologico, firma il brano finale del concerto: In sordina per sax alto e Windback, dispositivo che consente la generazione continua di suono e l’emissione multifonica, oltre al controllo dei parametri timbrici.
Spiega Lupone: “Ho composto questo brano musicale con l’intento di comprendere e usare in modo espressivo il sistema di eccitazione e risonanza del Sassofono. Per questa ragione ho applicato, sulla campana dello strumento, un piccolo altoparlante che riproduce il suono del sassofono e lo invia all’interno del corpo risonante (WindBack). Il flusso d’aria dell’altoparlante, la cui propagazione ha una direzione contraria all’emissione dello strumento, provoca un feed-back acustico che sostiene in modo infinito la colonna d’aria e il suono. Questo intervento mi ha dato la possibilità di esplorare il timbro con modalità non convenzionali e di scoprire dettagli e comportamenti dello strumento nascosti alla mia conoscenza precedente”.

Il primo Meeting Internazionale di Informatica Musicale e Multimediale

Nato attorno alla Biennale CIMM, il primo Meeting Internazionale di Informatica Musicale e Multimediale ha presentato – dall’11 al 16 novembre – i nuovi linguaggi dell’elettronica con incontri aperti al pubblico e workshop dedicati ai compositori selezionati della Biennale College CIMM: tecniche di motion capture applicate alla musica, applicazioni per smartphone che consentono esecuzioni collettive di musica, linguaggi per la sintesi del suono, videomapping attivato dai parametri sonori delle composizioni stesse, iperstrumenti, programmi per “musica mista”. Tutti studi in corso o in fase di sperimentazione presentati da alcuni dei maggiori studi di informatica musicale, ricercatori, compositori e artisti: Yann Orlarey dal GRAME (Centre national de création musicale di Lione), Laura Bianchini e Michelangelo Lupone dal CRM (Centro di ricerche musicali di Roma), Frédéric Bevilacqua e Michelle Agnes Magalhaes dall’IRCAM (Institut de Recherche et Coordination Acoustique/Musique di Parigi), Alvise Vidolin dal SaMPL (Centro di sonologia computazionale di Padova), infine l’artista Andrew Quinn e il compositore Maurilio Cacciatore.

CIMM – Centro di Informatica Musicale e Multimediale

Il CIMM – Centro di Informatica Musicale e Multimediale è la nuova infrastruttura della Biennale di Venezia destinata ad attività permanenti di ricerca e sperimentazione, di pratica e laboratorio, utile a tutti i Settori artistici della Biennale.
Il CIMM è articolato in due poli: il primo al Teatro del Parco Albanese, Bissuola (Mestre) comprende uno studio di prova e uno studio di registrazione dedicati a musicisti e giovani del territorio; il secondo a Venezia comprende due studi alle Sale d’Armi dell’Arsenale dedicati ad attività di ricerca artistica e progetti stabili al servizio di mostre, festival e iniziative della Biennale.

Il CIMM – Centro di Informatica Musicale e Multimediale della Biennale di Venezia è sostenuto da SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori


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