fbpx Biennale Architettura 2018 | Lituania
La Biennale di Venezia

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Lituania

The Swamp School



Commissario: Pippo Ciorra

Curatori: Nomeda & Gediminas Urbonas

Espositori: Sam Auinger, Sigurjôn Baldur Hafsteinsson, Lorena Bello, Nikola Bojić, Kyle Branchesi, Chelsea Bruck, Rasa Chmieliauskaitė, Santiago Cirugeda, Aidas Čergelis, Aušra Černiauskienė, Nico Dockx, Justinas Dūdėnas, Erin Genia, Pascal Gielen, Tinna Grétarsdôttir, Tomas Grunskis, Monica Hutton, Jurga Katakinaitė-Jakubauskienė, Nicolás Kisic Aguirre, Jonas Kubilius, Milda Kulvičiūtė, Lina Lapelytė, Hannes Lárusson, Thuy Le, Nicole L’Huillier, Donatas Linkus, Francisco López, Sara Marini, Antonio Moya-Latorre, Petteri Nisunen & Tommi Grönlund, Paléo-Energétique, John Palmesino and Ann-Sofi Rönnskog, Thomas Pausz, Doina Petrescu and Constantin Petcou, Armina Pilav, Marjetica Potrč, Tobias Putrih, Shane Reiner-Roth, François Roche, Brent Ryan, Indrani Saha, Laura Serejo Genes, Rasa Smite and Raitis Smits, Hildigunnur Sverrisdóttir, Antanas Šarkauskas & Gabrielė Šarkauskienė, Rirkrit Tiravanija, Indrė Umbrasaitė, Kęstas Vaikšnoras, Reda Valentinavičienė, Jana Winderen, Gary Zhexi Zhang

 

Sede: Il Giardino Bianco Art Space, Castello, Viale Giuseppe Garibaldi 1815

Descrizione

Per il suo primo padiglione indipendente, la Lituania presenta The Swamp, uno spazio pedagogico e una piattaforma di discussione posizionata tra gli spazi di altre nazioni: un nuovo terreno – una palude – aperto al dibattito, alla sperimentazione e alla ricerca sulla condizione emergente del post-nazionalismo. Il concetto di palude comprende molti terreni di scontro della post-modernità: la condizione di ibrido, l’idea di “natura”, la questione degli attori umani e non-umani, le stratificazioni della storia e di un futuro possibile. Anziché mettere in scena una criticità stantia, The Swamp è pericolosamente dirompente. The Swamp School prevede workshop su questi e altri argomenti di immateriale materialità, come Swamp Radio, nuove forme di coabitazione, commonism, e simbio-poetica. Facendo eco alle sensazioni spazialmente dislocate delle radio pirata o all’abisso internazionale appena fuori dal controllo passaporti, questa Swamp School approfitta del jetlag dei partecipanti per imprimere un’esperienza pedagogica di fermentazione, tempo profondo, olfatto, fecondità, filtro e, tra le altre cose, futuro.

Venezia, Castello 3865
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