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Classici fuori Mostra prosegue con The French Connection (1971) di William Friedkin
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Classici fuori Mostra prosegue con The French Connection (1971) di William Friedkin

Venezia, Cinema Rossini. Giovedì 14, ore 19.

Prossimo appuntamento giovedì 14 aprile con The French Connection (Il braccio violento della legge, 1971) di William Friedkin.
Presentazioni di esperti / Facilitazioni per gli studenti.

Scarica il programma

Classici fuori Mostra

È il capolavoro poliziesco The French Connection (Il braccio violento della legge, 1971) di William Friedkin, con Gene Hackman, Fernando Rey, Roy Scheider, il prossimo appuntamento – giovedì 14 aprile a Venezia, alle ore 19 al Cinema Rossini (Salizzada de la Chiesa o del Teatro, 3997) – della rassegna cinematografica Classici fuori Mostra, che prosegue con successo (ultima proiezione 26 maggio) organizzata dalla Biennale in collaborazione col Circuito Cinema del Comune di Venezia e i docenti delle classi di cinema dell'Università Ca’ Foscari e dell’Università IUAV.

The French Connection è un classico del nuovo poliziesco americano anni Settanta che ha rivoluzionato le regole del noir investigativo, influenzando il cinema d'azione successivo. Premiato con cinque Oscar – miglior film, regia, montaggio, sceneggiatura e attore protagonista (Hackman) – il film stupisce anche per il dinamico stile di regia del Leone d’oro alla carriera 2013 William Friedkin (L’esorcista, Vivere e morire a Los Angeles) nelle sequenze degli inseguimenti d’auto. Restauro a cura di The Walt Disney Studios. Presenta Michele Gottardi.

“Un poliziesco che fa epoca – ha scritto Paolo Mereghetti – Lasciano il segno e creano un modello la descrizione semidocumentaristica di una metropoli degradata, la rappresentazione di poliziotti sbruffoni, razzisti e che se ne infischiano delle regole, il realismo delle scene d’azione (celeberrimo l’inseguimento fra auto e treno sulla sopraelevata). E rimane ancora oggi un film di genere perfetto, con una suspence straordinaria e uno stile capace sia di indagare con durezza il confine sottilissimo tra Bene e Male, sia di aprirsi a passaggi quasi metafisici, come il finale interrotto e sospeso, inventato in sede di montaggio”.

Secondo Roy Menarini, “[Friedkin] immagina – e il risultato è certamente coerente – un film fatto soprattutto di gesti quotidiani, di documentazione, di appostamenti, di riprese dal vero, e articola personalmente il crescendo della vicenda così da ottenere quel passaggio dal realismo all’astratto (quando non al fantastico) che lo distingue da ogni altro regista”.

Dopo The French Connection saranno presentati nel mese di aprile:
· giovedì 21 aprile Il giorno della civetta (1968) di Damiano Damiani
(presenta Francesco Zucconi)

  • · giovedì 28 aprile Coogan’s Bluff (L’uomo dalla cravatta di cuoio, 1968) di Don Siegel
    (presenta Adriano De Grandis)
     

Particolari facilitazioni sono previste per gli studenti (biglietto ridotto studenti 2,50 euro, abbonamento studenti 20 euro, biglietto intero 8 euro, abbonamento intero 60 euro).

Dichiarazione di
Alberto Barbera

“Ritorna Classici fuori Mostra, preceduta dal successo delle due precedenti edizioni, tenutesi rispettivamente nell’arena all’aperto dei Giardini nell’estate 2020 e al Teatro Piccolo Arsenale nell’estate 2021 – dichiara il Direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica Alberto Barbera – Con la terza edizione non soltanto si dà continuità a un’idea di proposte che eccedono il periodo canonico di svolgimento della Mostra del Cinema, rivolgendosi ai residenti, ma si propone un ulteriore obiettivo. Che consiste nel coinvolgere – con la concreta e preziosa collaborazione delle Università cittadine e dei suoi docenti di cinema, ai quali va il nostro sentito ringraziamento – la vasta popolazione studentesca che anima Venezia, con l’ambizione di accoglierla tra i protagonisti di questa iniziativa. Per questo motivo, anche, ogni film sarà preceduto dalla presentazione di un esperto (docenti e critici hanno accettato con entusiasmo di prestarsi a questo compito di mediazione) e seguito da una sessione di “Q&A” al termine della proiezione stessa. Una riedizione della vecchia formula del cineforum, che sta tornando in voga in virtù della curiosità e della voglia di confronto che il cinema sembra nuovamente stimolare dopo anni di fruizioni domestiche e passive ”.

Film in programma

Primo film in programma – giovedì 10 febbraio al Cinema Rossini (ore 19) - The French Connection (Il braccio violento della legge, 1971) di William Friedkin, con Gene Hackman, Fernando Rey, Roy Scheider, un classico del nuovo poliziesco americano anni Settanta, che ha rivoluzionato le regole del noir investigativo, influenzando il cinema d'azione successivo. Premiato con cinque Oscar - miglior film, regia, montaggio, sceneggiatura e attore protagonista (Hackman) - il film stupisce anche per il dinamico stile di regia di William Friedkin (L’esorcista, Vivere e morire a Los Angeles) nelle sequenze degli inseguimenti d’auto. Restauro a cura di The Walt Disney Studios. Presenta Michele Gottardi.

I quattordici titoli che compongono il programma provengono da cinematografie vicine e lontane. Non ci sono solo classici che fanno parte del Pantheon dei grandi film della storia del cinema (come La règle du jeu di Jean Renoir, Dies Irae di Carl Theodor Dreyer, Uccellacci e uccellini di Pasolini, Csillagosok, katonák (L’armata a cavallo) di Miklós Jancsó  o The French Connection di William Friedkin), ma anche opere inizialmente considerate minori che il passare del tempo invita a riconsiderare, secondo il processo di revisione delle gerarchie di valori cui sottostà l’intera storia dell’arte: Il giorno della civetta di Damiano Damiani e Coogan’s Bluff (L’uomo dalla cravatta di cuoio) di Don Siegel. Ci sono infine titoli sconosciuti ai più o meno noti perché non ebbero all’epoca una distribuzione commerciale nel nostro Paese, come Herzog Blaubarts Burg di Michael Powell (dall’opera in un atto di Béla Bartók), H-8...  (Sangue al Km. 148) del croato Nikola Tanhofer o Siréna di Karel Steklý (che vinse un Leone d’oro a Venezia nel 1947), Layla wa zi’ab (Leila e i lupi) di Heiny Srour, una rara e ambiziosa rivisitazione della Storia araba da un punto di vista femminista, o il delicato Iris och löjtnantshjärta (Iris, fiore del nord) di Alf Sjöberg (un altro premio di Venezia, nel 1946) e l’erotico (Maruhi) Shikijô Mesu Ichiba (The Oldest Profession) di Noboru Tanaka, considerato uno dei migliori pinku eiga giapponesi degli anni Settanta. Kurier (Il corriere) di Karen Shakhnazarov chiude idealmente il programma e la lista dei film meritevoli di attenzione benché meno famosi di tanti altri.

 

Venezia Classici è la sezione che dal 2012 presenta alla Mostra in anteprima mondiale, con crescente successo, una selezione dei migliori restauri di film classici realizzati nel corso dell’ultimo anno da cineteche, istituzioni culturali e produzioni di tutto il mondo. Venezia Classici è curata da Alberto Barbera con la collaborazione di Federico Gironi.


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