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Accentus


Ensemble vocale:accentus: Sophie Boyer, Laurence Favier Durand, Ellen Giacone*, Sophie Husson, Charlotte Plasse, Kristina Vahrenkamp (soprano), Caroline Chassany, Maria Kondrashkova, Valérie Rio, Émilie Nicot*, Guilhem Terrail*, Thi-Lien Truong (contralti), Camillo Angarita, Antoine Chewnuet, Jean-François Chiama, Maciej Kotlarski, Maciej Kotlarski*, Pierre Ribémont (tenori), Jean-Baptiste Alcouffe, Sébastien Brohier*, Pierre Corbel, Grégoire Fohet-Duminil, Jean-Christophe Jacques, Laurent Slaars (bassi) *solista
Direttore:Marcus Creed
Contrabbasso:Laurène Durantel
Percussioni:Matthieu Chardon
Proiezione del suono:Martin Antiphon
Nota:accentus – national center of art vocal Paris Île-de-France – Normandie – riceve il supporto della Direction Régionale des Affaires Culturelles d’Île-de-France del Ministero della Cultura francese, il contributo della Città di Parigi e della Regione Île-de-France, e il supporto di SACEM. accentus è in residenza all'Opéra de Rouen Normandie. I concerti e le attività culturali nel Départment ricevono il supporto del Département des Hauts-de-Seine. La Fondation Bettencourt Schueller supporta accentus. accio, il circolo degli amici di accentus e Insula orchestra, supporta iniziative educational e artistiche realizzate da Laurence Equilbey.

Kaija Saariaho

La musica vocale di Kaija Saariaho, Leone d’Oro alla carriera di questa edizione del Festival, è basata su testi di autori importanti di diverse epoche che trattano temi universali quali la solitudine del viaggio, la distanza, la morte. I testi sono analizzati dalla compositrice quali materiali sonori e come indicazioni e suggestioni di ascolto. Nel terzo concerto a lei dedicato, la prima assoluta di Reconnaissance (2019), interpretato dall’ensemble Accentus, protagonista anche della prima esecuzione italiana di Tag des Jahrs per coro ed elettronica (2001). 
Attraverso soluzioni creative che mettono musicalmente in discussione la natura stessa di un coro, la partitura di Kaija Saariaho tratta l’umanità medesima come un personaggio che si esprime sia all’unisono che attraverso voci frammentarie, sia in gruppi contrastanti che sottoforma di individui isolati.

Sivan Eldar

La compositrice israeliana Sivan Eldar rilegge il mito della ninfa Aretusa in After Arethusa, per coro ed elettronica, avvalendosi della scrittura di Cordelia Lynn, autrice di teatro e librettista con cui ha collaborato più volte (insieme debutteranno all’Opéra de Lille nella stagione 2021-22). 
“Vedi le nostre cellule colare e mescolarsi, le membrane rompersi, e ogni crine / fremere in un nero / di fango”: la voce di Aretusa celebra la riunione di due esseri attraverso la sensualità dei versi fluidi e liquidi della Lynn. Come nella tragedia greca, Sivan Eldar immagina il coro come testimone della mutazione di Aretusa e commenta l’azione come attraverso un eco ai versi di Lynn, e cede alla sola voce della ninfa la narrazione dei momenti più intimi.

Sylvano Bussotti

Pittore, regista, scenografo, artista, Sylvano Bussotti è in programma con Per ventiquattro voci adulte o bianche, una sorta di happening vocale che vanta una versione teatrale del Living Theatre (nel 1967 a Bordeaux). Quarto dei Cinque frammenti all’Italia e composto nel 1967, il ciclo è fatto di frammenti testuali di Rainer Maria Rilke, Theodor Adorno, Aldo Braibanti, Michelangelo, Gabriele D’Annunzio, Charles Baudelaire, Jacopone da Todi e altri ridotti in segni minuscoli criptati nelle partiture realizzate a mano dallo stesso compositore seguendo uno stile grafico molto peculiare. La complessa mappa musicale di Per ventiquattro voci adulte o bianche è accompagnata da una minuziosa serie di indicazioni per l’esecuzione, che può anche prendere la forma di una performance scenica: ampio spazio è lasciato nel pezzo ad aleatorietà ed indeterminazione.


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