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Teatro

Vincent Thomasset - Lettres de non-motivation



(2015, 60') prima italiana

ideazione e regia Vincent Thomasset
testo Julien Précieux
performance David Arribe, Johann Cuny, Michèle Gurtner, François Lewyllie, Anne Steffens
assistente alla regia Brune Bleicher
scenografia in collaborazione con Ilanit Illouz
luci Annie Leuridan
creazione sonora Pierre Boscheron
musiche Pierre Boscheron, Vincent Thomasset
costumi in collaborazione con Rachel Garcia
direzione generale Vincent Loubière
produzione Laars & Co
coproduzione Le phénix scène nationale Valenciennes, Festival d’Automne à Paris, La Passerelle Scène Nationale de Saint-Brieuc, Théâtre de la Bastille - Paris, La Bâtie - Festival de Genève, Théâtre Garonne - scène européenne - Toulouse, Les Spectacles vivants - Centre Pompidou, Le Grand Sud - Lille
con la partecipazione artistica del Jeune Théâtre National
Lo spettacolo è stato replicato al Théâtre de la Bastille beneficiando del suo sostegno tecnico
con il sostegno di Arcadi Île-de-France, DRAC Île-de-France - Ministère de la Culture et de la Communication
con il sostegno del Le Centquatre - Paris, Centre Culturel Suisse-Paris
ringraziamenti Stéphanie Airaud, Patrice Blais-Barré, Marguerite Bordat, Philippe Busseneau, Frédéric Chartiot, Vincent Drouot, Julie Dutoit, Sophie Dutoit, Vincent Gadras, Marion Guilmot, Anaïs Heureaux, Lise Leclerc, Anne Lemoine, Stéphane Luchetti, Caroline Marcilhac, Anne-Cécile Neurisse, Procédés Chénel, Nadège Sellier, Sylvie Tranchant, Jean-Philippe Valour
Un ringraziamento particolare a tutte le persone che si sono presentate alle audizioni

Commento del regista

Tra i tre spettacoli in programma, Lettres de non-motivation si presenta come un’eccezione. Creato nel 2015, il progetto rispondeva al mio desiderio di lavorare, per la prima volta, su testi di cui non ero autore. Scegliendo il progetto dell’artista Julien Prévieux, non porto in scena il testo di un autore teatrale, bensì un insieme di materiali eterogenei, scritti o parlati, che sono anche un’indagine sul linguaggio. Inoltre, era l’occasione di esplorare l’arte del teatro con un team composto da attrici e attori dai percorsi molto diversi, scelti dopo audizioni condotte in un significativo arco temporale, mentre finora avevo lavorato perlopiù con dei danzatori. Nonostante queste lettere non siano state scritte per la scena, racchiudono tutto ciò che costituisce teatro. Questo risultato si deve, al contempo, alla natura del processo messo in atto – opporsi ai rapporti di forza insiti nel mondo del lavoro, assumendo ruoli diversi – alla diversità delle scritture, alla molteplicità dei linguaggi, all’abbondanza di personaggi, alle infinite possibilità, sia in termini di messinscena che di interpretazione. Centrale è il concetto di lavoro, e come corollario, quello di vincolo: come muoversi all’interno dei limiti per arrivare a superarli, e, per quanto possibile, cercare di affrancarsene. Lo spettatore accompagna una comunità di interpreti che cercano di calarsi al meglio nei diversi personaggi e nelle diverse situazioni proposte dai testi.

Teatro alle Tese

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