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A Ca’ Giustinian la mostra Man Ray, l’immagine ritrovata
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A Ca’ Giustinian la mostra Man Ray, l’immagine ritrovata

Omaggio all’artista a cinquant’anni dalla Biennale Arte del 1976. Inaugurazione venerdì 6 febbraio, ore 12, a Ca’ Giustinian, sede della Biennale.

Man Ray, l’immagine ritrovata

A cinquant’anni dalla Biennale Arte del 1976, La Biennale di Venezia presenta la mostra Man Ray, l’immagine ritrovata, allestita presso il Portego di Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia. L’inaugurazione si terrà venerdì 6 febbraio alle ore 12.

Quale omaggio all’artista, l’esposizione ripropone il corpus fotografico della storica mostra Man Ray. Testimonianza attraverso la fotografia, realizzata nel 1976 (18 luglio – 10 ottobre) sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, a cura di Janus, nell’ambito della Biennale Arte Ambiente, Partecipazione, Strutture Culturali, diretta da Vittorio Gregotti.

L’iniziativa restituisce il contesto e il significato di un importante progetto espositivo donato da Man Ray alla Biennale e divenuto nel tempo uno dei fondi dell’Archivio più richiesti. Il percorso si arricchisce di una selezione di materiali conservati presso l’Archivio Storico, tra cui fotografie, documenti e materiali di lavoro di Man Ray, protagonista del Dadaismo e del Surrealismo.

Prodotta dall’Archivio Storico della Biennale, la mostra sarà completata da un workshop nel corso del quale, a quasi cinquant’anni dalla prima edizione, verrà presentata la riproduzione anastatica del catalogo storico, edita da La Biennale di Venezia e arricchita da nuovi testi, interventi e apparati iconografici. L’edizione aggiornata amplia la prospettiva critica del volume e ne rinnova la funzione di strumento di studio, offrendo una rilettura contemporanea del contributo di Man Ray alla storia della fotografia.

Con l’obiettivo di valorizzare e riattivare il patrimonio dell’artista, l’Archivio Storico – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia riafferma la propria missione di luogo vivo e aperto, dedicato alla promozione della ricerca, alla tutela e alla valorizzazione dei lasciti degli artisti e alla loro accessibilità per studiosi, studenti e ricercatori. In questo percorso si inserisce la nuova sede dell’Archivio, attualmente in fase di realizzazione all’Arsenale, la cui inaugurazione è prevista per il mese di giugno 2026.

La mostra del 1976

La mostra Man Ray. Testimonianza attraverso la fotografia, a cura di Janus e presentata alla Biennale Arte 1976, riuniva 160 fotografie in bianco e nero donate dall’artista all’Archivio Storico della Biennale e ripercorreva l’intero arco della sua carriera fotografica, dagli esordi del 1917 fino agli ultimi lavori realizzati.

La rassegna vide la partecipazione diretta di Man Ray che, nonostante le gravi condizioni di salute e l’impossibilità di viaggiare, seguì il progetto con grande attenzione e coinvolgimento. Le opere presentate comprendevano stampe tratte da negativi originali, riproduzioni fotografiche di fotografie originali e materiali tratti da libri, cataloghi e pubblicazioni dedicate all’artista, oltre a immagini di opere da lui stesso realizzate. Una scelta curatoriale che riconosceva alla riproduzione un valore non solo documentario, ma anche concettuale. La mostra si configurava così non come una retrospettiva tradizionale, bensì come una riflessione articolata sulle molteplici funzioni della fotografia e sulle sue potenzialità espressive all’interno del lavoro di Man Ray.

Janus, curatore della mostra, fu giornalista, storico e critico d’arte. Seguì da vicino l’attività dell’artista, dedicandogli numerose mostre in Italia e all’estero, tra cui Torino (1969), Ferrara (1972), New York (1974), Parigi (1974), Milano (1977), Stoccarda (1998) e Lucca (2009).

Il catalogo

Nel 1977, a un anno dalla mostra, fu pubblicato il catalogo monografico Man Ray. L’immagine fotografica, a cura di Janus, edito da La Biennale di Venezia. Il volume - di cui sarà realizzata la copia anastatica - si apre con un’introduzione di Carlo Ripa di Meana, allora Presidente della Biennale, ed è corredato da un saggio critico di Janus, oltre ai contributi di alcune figure centrali delle avanguardie storiche, tra cui Tristan Tzara, André Breton, Marcel Duchamp. La pubblicazione raccoglie 160 riproduzioni delle opere presentate in mostra, accompagnate da una selezione di documenti e materiali di lavoro di Man Ray, configurandosi fin da subito come uno strumento di riferimento per lo studio della sua opera fotografica.

Biografia

Emmanuel Radnitzky (1890-1976), più noto come Man Ray, nacque negli Stati Uniti in una famiglia ebrea di origine russa. Adottò il suo pseudonimo nel 1909, dopo essersi trasferito a New York, dove si avvicinò all’arte e agli ambienti dell’avanguardia, entrando in contatto con figure come Marcel Duchamp. Nel 1921, dopo essersi trasferito a Parigi, Man Ray si dedicò principalmente alla fotografia, sviluppando le celebri rayographs, immagini ottenute senza macchina fotografica posando oggetti direttamente sulla carta fotosensibile. Rimase a Parigi fino al 1940, esponendo sia in Europa sia negli Stati Uniti. Dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale si trasferì a Los Angeles, per poi tornare a Parigi nel 1951, dove visse fino alla sua morte nel 1976. Man Ray fu fra i primi a teorizzare un nuovo linguaggio della fotografia e del cinema, ponendoli come strumenti del fare artistico. La sua carriera, contraddistinta da sperimentazione e versatilità, lo consacrò come una figura protagonista della stagione artistica della prima metà del Novecento, oltre che come rappresentante del movimento dada americano e surrealista.

Le mostre al portego di Ca’ Giustinian

Dal 2010 sono state realizzate insieme ai direttori artistici le seguenti mostre:

Il Teatro del Mondo di Aldo Rossi; Italia: 150 / Biennale: 116 - Tutti i manifesti di 116 anni di vita in Mostra; Video Medium Intermedium - Video d’artista degli anni settanta dalle collezioni dell’ASAC; Gli “Archi” di Aldo Rossi per la III Mostra Internazionale di Architettura 1985; 20 Anni di Maschere e Costumi - Mostra dalla collezione di bozzetti teatrali; Amarcord - Frammenti di memoria dall’Archivio Storico della Biennale; Riapparizioni. Corpi, gesti, sguardi dai palcoscenici della Biennale. Album dal 1934 al 1976; L’idea del corpo. Merce Cunnigham, Steve Paxton, Julian Beck, Meredith Monk e Simone Forti dall’Archivio della Biennale 1960-1976; 1999 - Una riproposta del percorso espositivo della mostra dAPERTuttO a cura di Harald Szeemann; Biennale Arte 2001 - Platea dell’Umanità curatore Harald Szeemann; Registe alla Biennale Teatro 1934 – 2016. Il Cinema in Mostra. Volti e immagini dalla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica 1932 – 2018; La Biennale per i giovani. College ed Educational 2008-2018; Le muse inquiete. La Biennale di Venezia di fronte alla storia. Archèus Labirinto Mozart, un’installazione immersiva di Ophicina e Damiano Michieletto, progetto speciale dell’Archivio Storico della Biennale per i 1600 anni di Venezia. Il Carnevale squarcia la nebbia. Venezia, Scaparro, La Biennale 1980, 1981, 1982, 2006 dall’Archivio della Biennale di Venezia. 1932 - 2022: I 90 anni della Mostra Internazionale d’arte cinematografica, B74-78. Lorenzo Capellini. Un racconto fotografico; Luca Massimo Barbero. Un Diavolo Amico; Iconoclasts. Donne che infrangono le regole alla Biennale Danza.