fbpx Biennale Architettura 2020 | Intervento di Hashim Sarkis
La Biennale di Venezia

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Intervento di

Hashim Sarkis

Curatore della 17. Mostra Internazionale di Architettura

How will we live together?
Il tema della Biennale Architettura 2020

Abbiamo bisogno di un nuovo contratto spaziale. In un contesto caratterizzato da divergenze politiche sempre più ampie e da disuguaglianze economiche sempre maggiori, chiediamo agli architetti di immaginare degli spazi nei quali vivere generosamente insieme:

· insieme come esseri umani che, malgrado il crescente individualismo, desiderano connettersi tra loro e con le altre specie nello spazio digitale e in quello reale;
· insieme come nuove famiglie in cerca di spazi abitativi più diversificati e dignitosi;
· insieme come comunità emergenti che esigono equità, inclusione e identità spaziale;
· insieme oltrepassando i confini politici per immaginare nuove geografie associative;
· insieme come pianeta intento ad affrontare delle crisi che richiedono un’azione globale affinché si possa continuare a vivere.

Gli architetti invitati a partecipare alla Biennale Architettura 2020 sono stati incoraggiati a coinvolgere nella loro ricerca altre figure professionali e gruppi di lavoro: artisti, costruttori, artigiani, ma anche politici, giornalisti, sociologi e cittadini comuni. La Biennale Architettura 2020 vuole infatti affermare il ruolo essenziale dell'architetto, che è quello di affabile convener e custode del contratto spaziale.

Allo stesso tempo la Biennale Architettura 2020 intende anche dichiarare l’idea che è proprio in virtù della sua specificità materiale, spaziale e culturale che l’architettura orienta i vari modi di vivere insieme. In tal senso abbiamo chiesto ai partecipanti di evidenziare gli aspetti prettamente architettonici del tema principale.

Il 2020 è stato spesso definito come una pietra miliare sulla via verso un futuro migliore. Molte nazioni e città hanno elaborato una propria “Vision 2020”. L'anno è arrivato. Guardiamo all'immaginario architettonico collettivo per andare incontro a questa occasione epocale con creatività e coraggio.

Scomponendo il titolo

Il tema della Biennale Architettura 2020 è il suo stesso titolo. Il titolo è una domanda. La domanda è aperta:

How: parla di approcci pratici e soluzioni concrete, evidenziando il primato della risoluzione dei problemi nel pensiero architettonico.

Will: segnala lo sguardo verso il futuro, ma ricerca anche visione e determinazione, attingendo al potere dell'immaginario architettonico.

We: sta per la prima persona plurale, è quindi un termine inclusivo (di altri popoli, di altre specie) e richiama una comprensione più empatica dell'architettura.

Live: significa non solo esistere ma anche prosperare, fiorire, abitare ed esprimere la vita, attingendo dall'ottimismo intrinseco dell'architettura.

Together: implica azioni collettive, beni comuni, valori universali, evidenziando come l'architettura sia una forma collettiva ma anche una forma di espressione.

?: Indica una domanda aperta, non retorica, che cerca (molte) risposte, celebra la pluralità di valori attraverso l’architettura e nell'architettura stessa.

La domanda “How will we live together?” è allo stesso tempo antica e urgente. È una domanda tanto sociale e politica quanto spaziale. Aristotele, quando si pose questa domanda per definire la politica, propose il modello di città. Ogni generazione se la pone rispondendo in modo diverso. Recentemente le norme sociali in rapida evoluzione, la crescente polarizzazione politica, i cambiamenti climatici e le grandi disuguaglianze globali ci fanno porre questa domanda in maniera più urgente e su piani diversi rispetto al passato. Parallelamente, la debolezza dei modelli politici proposti oggi ci costringe a mettere lo spazio al primo posto e, forse come Aristotele, a guardare al modo in cui l'architettura dà forma all'abitazione come potenziale modello di come potremmo vivere insieme.

Cinque scale

La Biennale Architettura 2020 comprende lavori di 114 partecipanti con uguale presenza di uomini e donne, provenienti da 46 paesi con una rappresentanza crescente da Africa, America Latina e Asia.

Oltre ai partecipanti invitati, la Biennale Architettura 2020 comprende anche una serie di stazioni di ricerca a supporto della Mostra, sviluppate da ricercatori di molte università di tutto il mondo.

La Biennale Architettura 2020 è organizzata in cinque scale, tre in Arsenale e due al Padiglione Centrale. I progetti spaziano dall'analitico al concettuale, dallo sperimentale al collaudato e all’ampiamente diffuso.

Scala 1: Among Diverse Beings (Arsenale)
- Progettare per Nuovi Corpi: affrontare i cambiamenti nella percezione e concezione del corpo umano.
- Vivere con gli Altri Esseri: mettere in primo piano l’empatia e l’impegno nei confronti di altri esseri.

Scala 2: As New Households (Arsenale)
- Servire nuove realtà demografiche: rispondere ai cambiamenti della composizione delle famiglie e alla loro densità.
- Abitare la nuova tettonica: esplorare le tecnologie per costruire alloggi innovativi.
- Vivere Indipendentemente Insieme: espandere le potenzialità del condominio come una tipologia abitativa collettiva.

Scala 3: As Emerging Communities (Arsenale)
- Impegnarsi in varie forme di senso civico: studiare nuovi modi in cui le comunità si possono organizzare nello spazio.
- Riequipaggiare la società: proporre nuove forme di attrezzatura sociale (parchi, scuole, ospedali…).
- Riunirsi a Venezia: immaginare il futuro della città.
- Coabitare: mostrare come viviamo insieme... ad Addis Abeba, nel campo per rifugiati di Al Azraq a Beirut, a Hong Kong, nei corridoi India-Pakistan, nell’insediamento abusivo di Lagos, a New York, a Pristina e nella zona di Rio-San Paolo.

Scala 4: Across Borders (Giardini, Padiglione Centrale)
- Superare il divario urbano-rurale: mitigare le crescenti differenze sociali ed economiche tra le città globali e le aree interne.
- Collegare il Levante: negoziare le forti divisioni politiche nella regione del Levante.
- Colmare le infrastrutture: capire come la progettazione infrastrutturale possa fornire nuove connessioni trans-regionali.
- Proteggere i beni comuni globali: portare l'immaginario architettonico verso tesori in via di estinzione come i Poli, l'Amazzonia, gli oceani, la regione indo-pacifica e l'aria.

Scala 5: As One Planet (Giardini, Padiglione Centrale)
- Fare mondi: anticipare e calibrare il futuro del pianeta.
- Unire le Nazioni: celebrare il 75. anniversario delle Nazioni Unite, rivedendone e ampliandone lo scopo spaziale.
- Cambiare i progetti per il cambiamento climatico: presentare soluzioni per far fronte al riscaldamento globale.
- Spazio della rete: collegamenti tra la Terra e lo spazio.

Le aree esterne dell’Arsenale e dei Giardini ospiteranno diverse grandi installazioni collegate a una delle cinque scale.
A Forte Marghera cinque architetti e un fotografo di architettura presenteranno un progetto dedicato al gioco "How will we play together?".

Verso un rinnovato impegno attivo per l’architettura

La Biennale Architettura 2020 è motivata dai nuovi problemi che il mondo pone all'architettura, ma si ispira anche all'attivismo emergente di giovani architetti e alle revisioni radicali proposte dalla pratica dell’architettura per affrontare queste sfide.
Gli architetti sono coloro che chiamano a raccolta i diretti interessati. Questo è inerente al lavoro che fanno gli architetti. Gli architetti riassumono i diversi settori, coordinano le diverse professioni e li rappresentano al cliente. Sono i custodi del contratto. Ma oltre a questo, l'architettura suggerisce possibili organizzazioni sociali attraverso il modo in cui dispone, isola e collega gli spazi. L’architettura modella anche i monumenti, i ricordi e le espressioni di società e gruppi, creando un linguaggio comune attraverso il quale discutere e comunicare esperienze e culture.

Gli architetti oggi stanno ripensando gli strumenti a loro disposizione per affrontare i problemi complessi in questione. Stanno anche estendendo il tavolo ad altri professionisti e ai cittadini. Per assumere concretamente le responsabilità che gli vengono presentate, gli architetti stanno dilatando uno dei loro ruoli più importanti, quello di chiamare a raccolta altre forme di competenza ed espressione.

Ma più che mai, gli architetti sono chiamati a proporre alternative. Come cittadini, impegniamo le nostre capacità di sintesi per riunire le persone attorno alla risoluzione di problemi complessi. Come artisti, sfidiamo l'immobilismo che deriva dall'insicurezza di chiedere "Cosa succederebbe se?". E infine come costruttori, attingiamo dal profondo del nostro inesauribile ottimismo. La convergenza di ruoli in questi tempi nebulosi non può che rendere più forte la nostra missione e, speriamo, più bella la nostra architettura.

Hashim Sarkis

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