fbpx Biennale Arte 2022 | Dadamaino
La Biennale di Venezia

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Dadamaino

1930 – 2004, Italia


  • MAR - DOM
    23/04 > 25/09
    11.00 - 19.00

    27/09 > 27/11
    10.00 - 18.00
  • Padiglione Centrale
  • Ingresso con biglietto

Edoarda Emilia Maino adotta lo pseudonimo Dadamaino a partire dagli anni Sessanta. Dovuto a un fortunato errore di stampa su un catalogo olandese, il buffo cambio di identità coincide con un rinnovamento ben più importante che conduce l’artista verso il dinamismo percettivo dell’Arte Programmata. Dadamaino adatta il metodo dell’avanguardia italiana a cicli di lavori attraversati da un’inedita forza emotiva. Tra le prime sperimentazioni, ad esempio, i lavori della serie Volumi a moduli sfasati (1960–1961) seguono il metodo scientifico delle ricerche percettive ma con variazioni tanto leggere quanto decisive: ogni telaio della serie sovrappone due o più fogli in plastica trasparente, perforati con fori a cadenza regolare. Nonostante la serialità delle incisioni e la configurazione della griglia suggeriscano un ordine preciso e rigoroso, la manualità del gesto e il mancato allineamento tra le superfici rendono ogni taglio irregolare e producono un effetto straniante. Come dei labirinti in miniatura, i Cromorilievi (1972–1975 ca.) sono tavole quadrate su cui vengono applicate forme solide. Mentre lo schema matematico che ne governa la disposizione impone un’irreversibile staticità, i colori e le ombre conferiscono all’opera un effetto dinamico. Ben oltre l’esperienza cinetica e già parzialmente interprete delle sensibilità verbo-visive, Dadamaino racconta il segno come un corpo, a prescindere dalla sua forma programmatica o poetica.

Stefano Mudu

Padiglione Centrale
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