fbpx Biennale Architettura 2021 | David Gissen, Jennifer Stager e Mantha Zarmakoupi
La Biennale di Venezia

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David Gissen, Jennifer Stager e Mantha Zarmakoupi

An Archaeology of Disability


  • MAR - DOM
    22/05 > 31/07
    11.00 - 19.00

    01/08 > 21/11
    10.00 - 18.00
  • Arsenale
  • Ingresso con biglietto

David Gissen (Usa, 1969), di Parsons School of Design/The New School University (Usa), Jennifer Stager (Usa, 1970) di Johns Hopkins University (Usa) e Mantha Zarmakoupi (Greece, 1975) di University of Pennsylvania (Usa)

SITO UFFICIALE

Descrizione

An Archaeology of Disability presenta un esperimento di ricostruzione storica dell’Acropoli di Atene. Un’archeologa classica nonché storica dell’architettura, una storica dell’arte classica e uno storico e teorico dell’architettura fisicamente disabile recuperano così idee su corpi e disabilità in uno dei siti architettonici storici più canonici, influenti e notoriamente inaccessibili. Il progetto esplora che cosa significhi ricostruire elementi perduti dell’Acropoli attraverso la lente della disabilità umana. Un tale approccio è in contrasto con la ricerca del “patrimonio accessibile”; bilancia l’autenticità storica dell’architettura e le modifiche tecniche apportate all’accessibilità contemporanea. Questa alternativa al patrimonio accessibile è ciò che gli autori di questo progetto definiscono “un’archeologia della disabilità”, che non solo recupera artefatti rilevanti per i disabili contemporanei, ma implica la ricostruzione del passato in linguaggi e forme rilevanti per la disabilità e la sua esperienza. Collettivamente, queste ricostruzioni riconsiderano la disabilità e il passato storico, superando le correzioni tecnologiche a oggetti fisici predeterminati. Piuttosto, la disabilità emerge come una forma di indagine storica, archeologia e ricostruzione, informata dall’esperienza della differenza umana collettiva attraverso lo spazio e il tempo.

Biennale Sneak Peek

Biennale Sneak Peek
These images show possible reconstructions of a stone that was used as a seat at the Acropolis in Athens, Greece, 2000 years ago. Reconstructing this stone is part of our efforts to “restore disability” to the Acropolis and in a few different ways: the stone was used as a place to rest after the tiring climb to the top of the Acropolis. Its restoration offers something that acknowledges the arduousness of the site and that is very different than the emphasis on monumentality in the official reconstructions happening at the site. Additionally, the stone’s only surviving description is from a brief text: at the top of the Acropolis ascent was a prominent artifact “a stone large enough to be used a seat for a small man”. From this description, arises uncertainty over this seat’s form. We want to use this uncertainty to project potential variations that suggest forms of human and material difference. Some of the seats are the size of taller and more polished stones for those who need help sitting down; some stones are wider and rougher for those who cannot see well, among other differences.

Photos: Stone Seat Reconstruction Studies, 2021

CON IL SUPPORTO AGGIUNTIVO DI

The New School University
Johns Hopkins University
The Center for Hellenic Studies, Harvard University
Humanities + Urbanism + Design Initiative, University of Pennsylvania
Powered by Onassis Scholars’ Association

Crediti di produzione

Progetto management e realizzazione: Alessandro Borgomainerio
Assistenza alla progettazione e costruzione: SeungHyuk “Avo” Choe
Attore: Christopher Tester
Filmmaker: Dragana Latinovic
Interprete ASL: Pilar Marsh
Consulente: Georgina Kleege
Traduzioni: Schreiber Translation, Incorporated


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