fbpx Biennale Arte 2022 | Josephine Baker
La Biennale di Venezia

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Josephine Baker

1906, USA – 1975, Francia


  • MAR - DOM
    23/04 > 25/09
    11.00 - 19.00

    27/09 > 27/11
    10.00 - 18.00
     
  • Padiglione Centrale
  • Ingresso con biglietto

Abiti succinti e spesso inesistenti, movimenti sensuali e sfrontati, capelli corti e laccati: sono solo alcuni degli elementi che ricorrono negli spettacoli di Josephine Baker, la cantante e danzatrice americana che, a partire dagli anni Trenta, diventa un simbolo di riscatto per la comunità nera. Dopo una giovinezza trascorsa tra le ostilità del Midwest segregazionista e le prime esibizioni in mediocri compagnie di teatro e vaudeville, Baker si trasferisce a Parigi nel 1925 e, a soli diciannove anni, debutta al Théâtre des Champs-Élysées con un primo spettacolo musicale intitolato Revue nègre. Sul palcoscenico Baker è immersa in un’atmosfera carica di stereotipi riferiti alla cultura africana: vertiginose gonne fatte di banane, palme, maschere, frutti di colori sgargianti e perfino un ghepardo chiamato Chiquita. Nel filmato muto che la ritrae sul palco del famoso music hall parigino Folies Bergère, Baker esegue esuberanti sgambettamenti charleston mentre, a seno nudo, riccamente ingioiellata e vestita con un eccentrico costume di piume smorza la sua sensualità e il suo erotismo con quelle espressioni comiche che, almeno fino agli anni Cinquanta, rimangono la sua caratteristica distintiva. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Baker si rifiuta di esibirsi davanti a un pubblico di soli bianchi, risponde apertamente alle minacce del Ku Klux Klan e partecipa alla Marcia su Washington del 1963 al fianco di Martin Luther King. 

Stefano Mudu

Immagine

Josephine Baker, Dans Revue des Folies Bergère, danse avec plumes... (still), 1925. Film, 56 sec.
Courtesy GP archives. Collezione Gaumont Actualité

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