fbpx Biennale Arte 2022 | Giannina Censi
La Biennale di Venezia

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Giannina Censi

1913 – 1995, Italia


  • MAR - DOM
    23/04 > 25/09
    11.00 - 19.00

    VEN - SAB FINO AL 25/09
    11.00 - 20.00

    MAR - DOM
    27/09 > 27/11
    10.00 - 18.0
  • Arsenale
  • Ingresso con biglietto

Come aveva suggerito il manifesto sulla danza futurista di Filippo Tommaso Marinetti nel 1917, lo scopo di Giannina Censi era quello di esprimere il lirismo che gli esponenti del Secondo Futurismo riconoscevano nella moderna tecnologia aeronautica. Fin dalla prima tournée, Simultanina (1931), la danzatrice utilizza gestualità geometriche, ritmiche e scattanti che coinvolgono tutto il corpo in un singolare plasticismo. Nelle famose Danze aerofuturiste (1931), Censi indossa una tuta e una calotta da aviatore disegnati da Enrico Prampolini in tessuto metallico; appare cromata come la carrozzeria di un cyborg, una visione celestiale metà donna e metà macchina. Così vestita, si muove al ritmo di poche note musicali e alterna spasmodicamente braccia e gambe assecondando le declamazioni parolibere di Marinetti. Talvolta assume innaturali pose scultoree che, documentate da un’ampia serie di fotografie, forniscono un’immagine dell’atletismo proposto dal Futurismo. In altre e più radicali sperimentazioni, definite Tereodanze, Censi improvvisa le sue coreografie in assoluto silenzio mentre è circondata da alcuni dipinti futuristi e sembra immersa in una vertiginosa distesa celeste. Grazie a questa scenografia, il corpo della danzatrice può definitivamente trasformarsi nella macchina aeronautica tanto celebrata dall’avanguardia o trasferire le emozioni provate dall’aviatore, simulando quella che le futuriste e i futuristi dell’aeropittura chiamano “sensazione extraterrestre”. 

Stefano Mudu


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