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La Biennale di Venezia

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Biennale Arte 2019

Eventi collaterali

58. Esposizione Internazionale d’Arte

 

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Forzando l’ingresso a tecnologie di sorveglianza e social media, Cheang sfrutta le sale del Palazzo delle Prigioni, un carcere veneziano del XVI secolo che fu operativo fino al 1922, per creare un’interfaccia in tempo reale a cui il visitatore è invitato a partecipare. Usando i resoconti storici basati su dieci casi di soggetti imprigionati a causa di un dissenso legato al genere o di carattere sessuale (tra cui Casanova, de Sade e Michel Foucault, oltre a esempi contemporanei), documenti legali, fake news, miti, fantasia, i dati recuperati dalle videocamere di sorveglianza in 3D e le immagini caricate dai visitatori, la mostra assembla una storia collettiva e dissidente di sessualità, in cui l’immaginazione queer, anticoloniale e tratta dalla narrativa trans-punk agisce come una cornice visiva e critica per riflettere a fondo sui racconti di sottomissione e resistenza e per attivare una proliferazione critica di azioni politiche e poetiche per l’epoca digitale.
Palazzo delle Prigioni, Castello, 4209, San Marco
11 maggio - 24 novembre
Promotore: Taipei Fine Arts Museum of Taiwan
www.tfam.museum

 

AFRICOBRA: Nation Time
AFRICOBRA: Nation Time presenta la produzione di un collettivo artistico di Chicago. La mostra ricopre un’importanza storica per il Black Arts Movement degli Stati Uniti e per il pubblico internazionale che vuole scoprire qualcosa di più sulle modalità con cui l’estetica degli artisti afroamericani si rapporta alla politica, alla cultura e all’identità. Gli artisti presentati in AFRICOBRA: Nation Time, che catturarono l’atmosfera del tempo attraverso un linguaggio visivo fatto di colori, ritmo, disposizioni compositive e luminosità vividi, dimostrano come un gruppo emarginato riuscì a conquistare il potere all’interno di una società che cercava di negarglielo a tutti i costi. Ca' Faccanon, San Marco, 5016 (Poste Centrali)
11 maggio - 24 novembre
Promotore: bardoLA
www.bardoLA.org

 

Artists Need to Create on the Same Scale that Society Has the Capacity to Destroy: Mare Nostrum
La mostra si presenta come una riflessione sulla fragilità dell’ambiente in cui viviamo e sulla gravità dell’impatto dei cambiamenti climatici sul Mediterraneo. È composta da opere di Lauren Bon, Julian Charrière, Newton Harrison, Wolfgang Laib, Kiki Smith e altri, ed è accompagnata da una serie di attività pubbliche. Il progetto si impegna ad attivare appieno l’‘ambiente sociale’ (una sintesi tra la scultura sociale di Joseph Beuys e l’estetica relazionale di Nicolas Bourriaud) di “The Brooklyn Rail”. Nell’ufficio del “Rail”, spostato temporaneamente sul campo, si producono le uscite mensili e il River Rail, un progetto collaterale della rivista principale, che si concentra su questioni ambientali. Questo forum condiviso, simile alla ‘sfera pubblica’ proposta da Jürgen Habermas, si pone l’obiettivo di stimolare conversazioni generative sulle arti, sulla politica e sulla cultura che possono condurre a passi fondamentali per un’azione condivisa.
Complesso della Chiesa di Santa Maria delle Penitenti, Fondamenta di Cannaregio, 910
8 maggio - 24 novembre
Promotore: The Brooklyn Rail
www.brooklynrail.org

 

Baselitz – Academy
Con una grande mostra di dipinti, disegni, incisioni e sculture, Georg Baselitz è il primo artista vivente a esporre alle Gallerie dell’Accademia di Venezia. A cura di Kosme de Barañano, Baselitz – Academy esamina la produzione di Baselitz in rapporto alla tradizione della storia dell’arte italiana e al lascito accademico. Cresciuto all’ombra della Seconda guerra mondiale e della frammentazione dell’Europa divisa dal muro di Berlino, Baselitz, riconosciuto come uno dei più importanti artisti tedeschi contemporanei, nel corso della sua carriera – lunga oltre sessant’anni – ha sempre messo in discussione il ruolo dell’arte.
Gallerie dell'Accademia di Venezia, Dorsoduro, 1050 (Campo della Carità)
8 maggio - 8 settembre
orario lunedì 8.15 – 14, martedì - domenica 8.15 – 19.15; ingresso a pagamento
Promotore: Gallerie dell'Accademia di Venezia
www.gallerieaccademia.it

 

Beverly Pepper – Art in the Open
A quarant’anni dalla loro creazione, le Todi Columns sono considerate le ambasciatrici dell’arte di Beverly Pepper nel mondo. Entrate simbolicamente nel porto di Venezia e oggi installate nello Spazio Thetis all’Arsenale, le colonne costituiscono il fulcro della mostra Art in the Open, raccontata dalle fotografie e dal video Beverly Pepper’s Umbria di Gianfranco Gorgoni; quest’ultimo offre un contesto alle numerose opere d’arte di Pepper sparse sul territorio umbro e alle sue sculture più recenti. La tappa successiva del viaggio delle Colonne è preannunciata da un modello di grandi dimensioni del Parco Beverly Pepper a Todi, che ospita copie fedeli di vecchie opere e venti opere inedite, donate dall’artista alla città umbra per consentirne la fruizione pubblica.
Spazio Thetis, Arsenale Novissimo, Castello, 2737/f
11 maggio - 24 novembre
orario 11 – 17
Promotore: Fondazione Progetti Beverly Pepper
www.fondazioneprogettibeverlypepper.com

 

Catalonia in Venice_perdere la testa (idoli)
… E le statue vogliono morire. La pietra, strappata alle pietre, la materia scolpita, forgiata o fusa, costretta in una forma imposta, vuole tornare al regno minerale. Le statue sono corpi artificiali. Come esseri estranei innescano passioni, desideri e paure. Le statue ci dominano.
Ci mettono davanti a quello che non sempre vogliamo vedere. Le invochiamo o le decapitiamo. Disperati davanti al loro disprezzo o grati per un’inattesa rivelazione, rispondiamo con un grazie o con un colpo di grazia. La mostra To Lose Your Head (idols) documenta la complessa vita della statua, che oggi alcuni artisti ricreano riflettendo su di essa. Davanti alle statue, nostri idoli, la forma si perde – le deformiamo – affinché non ci guardino più, per non vederci più riflessi nei loro occhi.
Cantieri Navali, Castello, 40 (Fondamenta Quintavalle)
11 maggio - 24 novembre
Promotore: Institut Ramon Llull
www.llull.cat
www.toloseyourhead.llull.cat

 

Förg in Venice
Realizzando opere con linguaggi formali emersi da movimenti antecedenti e immortalando edifici modernisti, l’artista tedesco Günther Förg (1952-2013) si è misurato con il lascito del Modernismo estetico. Questa mostra presenta una selezione dei dipinti astratti gestuali e geometrici di Förg, realizzati in vari frangenti della sua carriera e su diversi supporti materiali, oltre a esempi delle sue sculture in bronzo. La mostra intende sottolineare come l’artista abbia sfidato le convenzioni moderniste sui media utilizzati suggerendone i contesti spaziali e abbia sollevato degli interrogativi concettuali di ampio respiro sul rapporto che lega l’arte e la bellezza al tempo. Posizionando le opere dell’artista in uno spazio già tanto splendido da non aver ‘bisogno’ di alcuna miglioria, la mostra suggerisce che la produzione di Förg non si limita a stimolare i sensi attraverso colori e materiali seducenti, ma mette in discussione i sistemi stessi delle credenze sottesi all’estetica.
Palazzo Contarini Polignac, Dorsoduro, 874
11 maggio - 23 agosto
Promotore: Dallas Museum of Art
www.dma.org

 

Future Generation Art Prize 2019 @ Venice
Il Future Generation Art Prize @ Venice presenta la quinta edizione del primo premio artistico globale, che prevede la partecipazione di ventuno artisti provenienti da quasi tutti i continenti e da diciassette Paesi. La mostra analizza due tematiche ricorrenti declinate in una grande varietà di media. La prima riguarda un’‘archeologia del futuro’ che esplora il passato e il presente con gli occhi del domani. Utilizzando tecnologie all’avanguardia, le opere mettono in discussione le possibilità di interpretare il sapere nel mondo contemporaneo. Esaminando concetti legati all’io, la seconda tematica della mostra attinge invece a valori e tradizioni socio-culturali individuali e formula considerazioni di carattere più poetico circa il viaggio psicologico. Gli artisti riflettono su una discrepanza tra queste tradizioni e le realtà in divenire del mondo globalizzato.
Università IUAV di Venezia, Ca’ Tron, Santa Croce, 1957
11 maggio – 18 agosto
Promotore: PinchukArtCentre; Victor Pinchuk Foundation
www.pinchukartcentre.org
www.pinchukfund.org

 

FutuRoma
FutuRoma attinge ad aspetti dell’‘Afrofuturismo’ per analizzare il ruolo giocato dall’arte contemporanea rom nel definire, rispecchiare e influenzare la stessa cultura rom. FutuRoma offre reinterpretazioni nuove e spontanee del passato, del presente e dei futuri rom attraverso una fusione del tradizionale e del futuristico per riflettere criticamente sulla situazione attuale della popolazione e riesaminare alcuni eventi storici. Immaginare i corpi rom all’interno di futuri ipotetici suggerisce una narrazione che si oppone alle modalità riduttive con cui questa cultura è stata compresa e costruita, e spinge così la nostra espressione culturale oltre i motivi restrittivi improntati all’oppressione, verso una visione radicale e progressista del futuro rom.
Dorsoduro, 417 (Fondamenta Zattere allo Spirito Santo)
11 maggio - 24 novembre
orario 10.15 – 17
Promotore: European Roma Institute for Arts and Culture (ERIAC)
https://eriac.org

 

Heidi Lau: Apparition
Le opere in ceramica realizzate da Heidi Lau evocano spesso i resti fatiscenti di reliquie storiche e racchiudono immaginari della mitologia taoista e popolare. Influenzata dai ricordi dell’infanzia trascorsa a Macao, l’artista focalizza la prospettiva vernacolare sul suo approccio al soggetto, come per sondare storie dimenticate. La mostra personale di Heidi Lau rimanda alla resurrezione di Macao stessa – un tempo conosciuta come ‘città nel nome di Dio’ – all’interno dell’attuale panorama politico ed economico. Mentre i capitali internazionali costruiscono copie surreali dei canali di Venezia a Macao, Lau ricrea a Venezia un’apparizione di Macao che rispecchia credenze in declino in una società dello spettacolo, rimpiangendo la perdita della memoria personale e collettiva.
Arsenale, Castello, 2126/A (Campo della Tana)
11 maggio - 10 novembre
Promotore: The Macao Museum of Art
www.mam.gov.mo

 

Ichich – Ichihr – Ichwir / We All Have to Die
A cura di Francesco Bonami, rappresenta la prima grande mostra di Jörg Immendorff ospitata da un’istituzione italiana. Non si tratta di una retrospettiva, bensì della prima mostra a confrontarsi con l’esplorazione condotta da Immendorff sull’identità dell’artista e la sua partecipazione all’interno dei propri dipinti. Jörg Immendorff (1945-2007) è stato uno dei più importanti artisti della Germania del secondo dopoguerra, e le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive in tutto il mondo fin dalla metà degli anni Sessanta. In tempi recenti è stata inaugurata la grande retrospettiva Jörg Immendorff: For All Beloved in the World presso la Haus der Kunst di Monaco di Baviera, che nel 2019 si trasferisce al Museo Reina Sofía di Madrid. Immendorff ha vissuto e lavorato fra Düsseldorf e Amburgo fino alla sua morte, avvenuta nel 2007.
Fondazione Querini Stampalia, Castello, 5252 (Campo Santa Maria Formosa)
8 maggio - 24 novembre
ingresso a pagamento
Promotore: Fondazione Querini Stampalia
www.querinistampalia.org

 

Living Rocks: A Fragment of the Universe
Com’era il nostro pianeta tre miliardi di anni fa? Questa è la domanda che si sono posti gli artisti James Darling e Lesley Forwood, in una collaborazione sudaustraliana con Jumpgate, il compositore Paul Stanhope e l’Australian String Quartet. Nell’installazione l’acqua invade i Magazzini del Sale, lo storico deposito di Venezia sopravvissuto a numerose inondazioni. Da una vasca di grandi dimensioni emergono tromboliti prodotte non da lunghissimi periodi temporali e dalla forza della natura, bensì dagli artisti: raccogliendo le caratteristiche radici di un eucalipto che cresce sui terreni aridi della loro fattoria, hanno infatti creato delle rocce viventi. Living Rocks è a cura di Lisa Slade.
Magazzino del Sale n. 5, Dorsoduro, 262 (Fondamenta Zattere ai Saloni)
8 maggio - 24 novembre
chiuso martedì
Promotore: Art Gallery of South Australia
www.artgallery.sa.gov.au

 

Philippe Parreno
Questa nuova installazione è stata concepita da Philippe Parreno specificamente per l’Espace Louis Vuitton Venezia, all’interno del programma “Beyond the Walls” della Fondation Louis Vuitton. Il tempo, componente essenziale, detta il ritmo della mostra sfruttando un complesso programma informatico che attiva tre elementi interdipendenti: una marquee (insegna) luminosa, una persiana meccanica specchiata e una carta da parati fosforescente. Regolata dallo sviluppo (attualmente in corso) dei microrganismi collezionati dall’artista nelle mostre precedenti, questa coreografia anima lo spazio e crea un’interazione unica tra lo spettatore e il contesto; distrugge i segnali percettivi che conosciamo in favore di uno stimolante processo che inventa nuove modalità di comprensione, in una sfida alle categorie razionali e all’ordine precostituito.
Espace Louis Vuitton Venezia, San Marco, 1353 (Calle del Ridotto)
11 maggio - 24 novembre
lunedì – sabato 10 – 19.30, domenica 10.30 – 19.30
Promotore: Fondation Louis Vuitton
www.fondationlouisvuitton.fr

 

Pino Pascali. Dall'immagine alla forma
A cinquant’anni dalla scomparsa di Pino Pascali, questa mostra propone una lettura inedita della sua produzione, accostando l’indagine fotografica a quella scultorea e filmica. Grazie alla scoperta di un prezioso corpus di oltre 160 scatti realizzati e stampati tra il 1964 e il 1965 e all’acquisizione del Fondo Fotografico e del Fondo del Video Pubblicitario, questa mostra rivela la centralità della progettazione, attraverso il ricorso al disegno e agli appunti fotografici. Una rilettura del ‘metodo Pascali’ che intreccia il lavoro artistico con quello pubblicitario e scenografico, facendo luce su molti aspetti ancora ignoti dell’arte di Pino Pascali.
Palazzo Cavanis, Dorsoduro, 920 (Fondamenta Zattere ai Gesuati)
9 maggio - 24 novembre
orario 11 – 18
Promotore: Fondazione Pino Pascali
www.museopinopascali.it

 

Processional, an Installation by Todd Williamson
Todd Williamson illustra i concetti di ordine e tradizione per esaminare la profonda incertezza e gli incontrollabili movimenti politici, sociali e culturali del nostro tempo. Sia le opere sia il concept prodotti per l’installazione attingono direttamente dall’ambiente in cui è esposta, ovvero la chiesa di Santa Maria della Pietà.
Lo spazio, che occupa la lunga e stretta cappella situata su un lato della chiesa, stimola un processo meditativo e sequenziale di riflessione. Ispirato dalle proporzioni formali e dalla ricchezza materiale del sito, l’artista ha sviluppato una serie di opere che inducono alla contemplazione, sfidano l’ordine imposto dalla tradizione e ci chiedono: Chi sono oggi i nostri apostoli? Che ruoli hanno? L’ascendente dei cosiddetti ‘influencer’ è una vera fonte di ispirazione o è pericolosamente dogmatico?
Chiesa di Santa Maria della Pietà, Castello 3701 (Riva degli Schiavoni)
8 maggio - 24 novembre
Promotore: MAK Center for Art and Architecture
makcenter.org

 

Salon Suisse: s l o w
Il Salon Suisse presenta una serie di performance, dibattiti ed eventi culturali che completano la mostra organizzata al Padiglione Svizzera. Allestito al piano nobile di Palazzo Trevisan degli Ulivi, s l o w mette in discussione il ritmo della creazione e la sua intrinseca lentezza. In un mondo artistico dominato dalla dimensione visiva, rallentare vorrebbe dire far spazio alla sensorialità e alla resistenza al produttivismo. Quest’anno il Salon Suisse si confronta con la lentezza e con l’arte esaminando tematiche come accelerazione, allettamento, indolenza, ipnosi e altro ancora. L’evento unisce partecipanti eterogenei con formazioni diverse e, grazie a un programma partecipativo fondato su un approccio multidisciplinare, s l o w alimenta la risonanza, la vicinanza e la convivialità.
Palazzo Trevisan degli Ulivi, Dorsoduro, 810 (Campo Sant'Agnese)
11 maggio; 19-20-21 settembre; 17-18-19 ottobre; 21-22-23 novembre
Promotore: Swiss Arts Council Pro Helvetia
www.prohelvetia.ch
www.biennials.ch

 

Scotland + Venice presents Charlotte Prodger
La partnership Scotland + Venice presenta SaF05, il nuovo video monocanale realizzato da Charlotte Prodger, vincitrice del Turner Prize nel 2018. L’opera approfondisce la ricerca dell’artista sulla vita in zone scarsamente popolate e su cosa accade all’interno di questi spazi a livello sociale ai corpi queer. Esposta all’Arsenale nella funzionale officina di un cantiere navale, l’opera è presentata insieme a interventi scultorei. La mostra è stata commissionata da Scotland + Venice ed è curata da Linsey Young con Cove Park. Scotland + Venice è una partnership tra Creative Scotland, National Galleries of Scotland e British Council Scotland. Il video monocanale SaF05 è stato prodotto in collaborazione con If I Can’t Dance I Don’t Want To Be Part Of Your Revolution.
Arsenale Docks, Castello, 40
11 maggio - 24 novembre
Promotore: Scotland + Venice
https://scotlandandvenice.com/

 

Shirley Tse: Stakeholders, Hong Kong in Venice
Shirley Tse prosegue una ricerca ventennale sulla plasticità come strumento per comprendere il mondo. Tse immagina nuovamente materiali e processi, ed evidenzia le interconnessioni tra soggettività individuali in una società pluralista. Negotiated Differences, un insieme tentacolare, rizomatico, di forme astratte e oggetti quotidiani realizzati in legno, connessi da articolazioni in plastica e rame, unisce tecnologie digitali, meccaniche e artigianali in un tutt’uno integrato. Playcourt, un gruppo di sculture posate su treppiedi, simile a un campo di badminton, enfatizza il processo di negoziazione tra individui e spazio, un elemento essenziale del gioco. La trattativa è al cuore di Stakeholders: portando in primo piano i concetti di affetto, empatia ed etica, la mostra offre uno spazio di riflessione sulle modalità per coesistere al di là delle differenze, e per scendere a patti con le azioni impreviste che definiscono i rapporti interpersonali.
Arsenale, Castello, 2126 (Campo della Tana)
11 maggio - 24 novembre
Promotori: M+, West Kowloon Cultural District; Hong Kong Arts Development Council
www.westkowloon.hk/en/mplus
www.hkadc.org.hk
www.vbexhibitions.hk

 

The Death of James Lee Byars
La mostra consente al pubblico di fare nuovamente esperienza dell’eponima installazione di James Lee Byars, creata venticinque anni fa, nella quale l’artista riflette ossessivamente sulla sua mortalità. La mostra esplora anche l’eredità artistica di James Lee Byars e l’influenza che le sue ricerche sulla morte continuano a esercitare sugli artisti di oggi, attraverso una nuova installazione immersiva dell’artista franco libanese Zad Moultaka commissionata proprio per questa occasione. Chiesa di Santa Maria della Visitazione, Fondamenta Zattere ai Gesuati
11 maggio - 24 novembre
Promotore: Vanhaerents Art Collection
www.vanhaerentsartcollection.com

 

The Spark Is You: Parasol unit in Venice
Curata da Ziba Ardalan, The Spark Is You presenta le opere di nove artisti iraniani contemporanei che lavorano in patria o all’estero. Ispirata dal duecentesimo anniversario del Divano occidentale-orientale, un libro di poesie scritto da Johann Wolfgang von Goethe in omaggio al poeta persiano Hafez, vissuto nel quattordicesimo secolo, la mostra rivela dei tratti della cultura iraniana, rispecchiati da opere che esprimono il valore del guardare oltre ciò che ci è familiare. Così come Goethe, due secoli fa, cercava di creare un ponte tra Oriente e Occidente, questi artisti iraniani di generazioni diverse cercano di evidenziare un dialogo tra tutte le culture, scintilla vitale per la comprensione reciproca.
Conservatorio di Musica Benedetto Marcello di Venezia, San Marco, 2810 (Campo Santo Stefano)
9 maggio - 23 novembre
chiuso domenica
Promotore: Parasol unit foundation for contemporary art
parasol-unit.org/

 

Wales in Venice: Sean Edwards
La mostra di Edwards è un’indagine poetica, intrecciata a storie personali, sui luoghi, sulla politica e sulle classi sociali, e costituisce l’opera più ambiziosa e ricca di rimandi emotivi che l’artista abbia realizzato fino a oggi. Conosciuto per l’approccio scultoreo al quotidiano, Edwards ha creato sculture, film, stampe e trapunte gallesi che rimandano all’esperienza di essere cresciuto in una casa popolare nella Cardiff degli anni Ottanta. La mostra presenta inoltre una nuova opera radiofonica: una sceneggiatura che una volta al giorno viene letta dalla madre dell’artista dalla sua casa di Cardiff e trasmessa in diretta nello spazio espositivo. Una voce che diventa uno dei materiali dell’opera, modificando l’atmosfera della mostra attraverso la sua presenza e la sua assenza.
Santa Maria Ausiliatrice, Castello, 450 (Fondamenta San Gioacchin)
11 maggio - 24 novembre
Promotore: Cymru yn Fenis / Wales in Venice
venice.arts.wales

 

 

Dove non diversamente specificato, gli orari sono 10 – 18, chiuso lunedì (eccetto 13 maggio, 2 settembre, 18 novembre).

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