fbpx Biennale Arte 2022 | Belkis Ayón
La Biennale di Venezia

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Belkis Ayón

1967 – 1999, Cuba


  • MAR - DOM
    23/04 > 25/09
    11.00 - 19.00

    VEN - SAB FINO AL 25/09
    11.00 - 20.00

    MAR - DOM
    27/09 > 27/11
    10.00 - 18.00
  • Arsenale
  • Ingresso con biglietto

Quando l’artista cubana Belkis Ayón viene invitata a esporre alla Biennale Arte 1993, Cuba era nel mezzo di una grave depressione economica provocata dal crollo del blocco sovietico. Decisa a volare in Italia, non avendo altri mezzi per raggiungere l’aeroporto de L’Avana, Ayón si mette in sella alla bicicletta, davanti al padre che la segue, anch’egli in bicicletta, trasportando l’opera destinata alla mostra. L’uomo rimane indietro e non riesce a raggiungere l’aeroporto in tempo; a sorpresa, tuttavia, l’opera giunge a Venezia qualche giorno dopo grazie all’intervento fortuito di una viaggiatrice italiana diretta a Milano. Il lavoro è prodotto utilizzando la collografia, una tecnica di stampa in cui la matrice è realizzata sovrap- ponendo e incollando materiali eterogenei per creare la composizione, ottenendo una vastissima gamma di tonalità, consistenze e forme: nelle abili mani di Ayón, le delicate gradazioni dei neri, dei bianchi e dei grigi assumono un peso magico ed evocativo. Pur essendo un’atea dichiarata, l’artista dedica gran parte della propria opera a codici, simboli e racconti degli Abakuá, una confraternita segreta afrocubana, il cui mito di fondazione si basa sull’atto di tradimento commesso da una donna. La principessa Sikán è solitamente raffigurata priva di lineamenti, ad eccezione degli occhi, e compare anche in scene religiose tratte dalle scritture giudeo-cristiane, nonché in scenari misteriosi che rievocano la vita di Ayón: la vita appartenuta a una donna afrocubana reale, alla fine del millennio, assorbita da suoi drammi interiori.

Madeline Weisburg


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