Commissario: The Danish Arts Foundation;
Curatore: Chus Martínez;
Espositore: Maja Malou Lyse;
Sede: Giardini
Danimarca
Things to Come
Album
DESCRIZIONE
Il titolo Things to Come evoca il film di fantascienza del 1936 ispirato a The Shape of Things to Come di H. G. Wells e si misura con l’idea che un’immagine possa influire sul potenziale riproduttivo umano, spingendosi fino a chiedere se la pornografia possa, paradossalmente, concorrere alla sopravvivenza della specie.
Concepita insieme allo studio di design Common Accounts, la mostra si articola in due installazioni. Nella Brummer Gallery, un’opera video di ampia scala, sviluppata con il collettivo artistico DIS, prende forma come una improbabile fiaba: la celebre pornostar Nicolette Shea appare nei panni di una scienziata all’interno di una banca del seme nell’anno 2045. Il film si configura come manifesto di un naturalismo contemporaneo, in cui mente, linguaggio e cultura sono intesi come esiti di processi materiali.
Nella Koch Gallery lo spazio si configura come un eccentrico altare dedicato allo sperma, costruito attorno a contenitori criogenici per la conservazione e a un inedito rituale di fertilità: le gare di spermatozoi. Queste pratiche rimandano a una sottocultura nata online, dove l’ansia per la crisi della fertilità si trasforma in evento spettacolare e performance pubblica.