Commissario: Aida Balayeva (Vice Premier e Ministra della Cultura e dell’Informazione della Repubblica del Kazakhstan);
Curatore: Syrlybek Bekbota;
Espositori: Ardak Mukanova, Akmaral Mergen, ADYR-ASPAN (Gulmaral Tattibayeva, Natalia Ligay), Anar Aubakir, Asel Kadyrkhanova, Smail Bayaliyev, Nurbol Nurakhmet, Mansur Smagambetov, Oralbek Kaboke
Sede: Museo Storico Navale, Castello 2148
Kazakhstan (Repubblica del)
Qoñyr: The Archive of Silence
album
descrizione
Qoñyr è un concetto chiave della della cosmologia kazaka: non solo un colore, ma un registro sonoro, il profumo della terra e un’attitudine verso vibrazioni impercettibili, respiro e vento, che restituiscono voce a ciò che il rumore eclissa.
L’impianto curatoriale origina dal küy Qoñyr di Äbiken Khasenov, una composizione tradizionale in cui la tonalità minore funge da lente culturale. Tale modalità permette di affrontare il trauma evitando la retorica monumentale. La mostra indaga l’“Archivio del Silenzio”: forme di memoria che non cristallizzano in narrazioni ideologiche, ma operano attraverso il corpo, la voce e il paesaggio.
I küy minori come Qoñyr sono emersi principalmente nel Novecento. Nelle fasi più antiche della cultura musicale kazaka predominavano le tonalità maggiori; nelle composizioni sulla morte, questa era integrata nel ciclo vitale, non concepita come fine. Il passaggio verso sonorità minori coincide con una profonda trasformazione dell’esperienza storica. Nel suo insieme, l’esposizione configura un soggetto ibrido che emerge all’intersezione tra mito e tecnologia, archivio e corpo, violenza storica e memoria della steppa, traducendo l’esperienza vissuta in una voce-qoñyr dalle stratificate risonanze identitarie.