Mmakgabo Mmapula Helen Sebidi – conosciuta come MaSebidi – parla del linguaggio come di una forma di cura in cui le parole portano con sé delle responsabilità: verso la comunità, verso la terra e verso la presenza spirituale nel quotidiano. In tutta la sua pratica, MaSebidi ritorna all’imperativo di cercare oltre ciò che è immediatamente leggibile. Le sue opere possono essere intese come inviti a un modo di vedere più stratificato, in cui convergono presenza ancestrale, esperienza vissuta e responsabilità comunitaria.
Con Ntlo E Etsamayang (La casa che cammina, 1990-1991), una serie di collage a pastello su carta, MaSebidi si basa sulla direttiva della nonna di essere una “casa che cammina”, che porta con sé rifugio, memoria e capacità etica mentre si muove nel mondo. Il colore saturo, lo spazio compresso e i corpi intrecciati delle opere generano un campo visivo in cui coesistono registri umani, animali e ancestrali. L’animale spirituale della famiglia Sebidi, il pesce, entra come guida attraverso le soglie, ricordando che l’acqua custodisce le storie e fa circolare le connessioni. La forma figurativa, sempre presente, arriva attraverso la distorsione, il collage e l’astrazione, plasmata dall’impegno a vedere oltre la superficie delle cose.
Nel Giardino delle Vergini, la trilogia in bronzo Women in Conversation I-III (2024) estende l’impegno di MaSebidi nei confronti del sapere matrilineare. Le tre donne assumono posture, gesti e registri emotivi distinti; insieme producono una coreografia carica di parole, ascolto, trattenimento e testimonianza.
—Valle di Greer