Ranti Bam è un’artista per la quale la creazione è un processo di fusione con la propria opera scultorea. L’argilla, per lei, risuona con la continuità ancestrale inscritta nel tempo. Bam trae ispirazione da Ifa: una parola in yoruba che significa sia “divinazione”(ifá) sia “avvicinare”( I-fàá). Questo duplice senso suggerisce che l’argilla è sia la sostanza attraverso la quale forma e significato si fondono, sia – poiché, come tutta la materia, è abitata da spiriti – una collaboratrice dell’opera. Così concepite, le sculture di Bam sono portali dove spiriti e viventi si incontrano.
All’Arsenale, le cinque sculture di Bam, che condividono il titolo Ifa Ile Oja – Black Ifa, si ergono come guardiani totemici. Funzionano come oggetti votivi che custodiscono spiriti incarnati nella forma. Questi guardiani proteggono e preservano, riempiendo la stanza di un’autorità silenziosa. Orientano lo spettatore verso la possibilità che all’interno di questi recipienti cavi, simili a un grembo materno, stia nascendo un ecosistema. L’argilla nera entra in dialogo con l’architettura circostante. Anche i mattoni preindustriali dell’Arsenale sono stati modellati da mani operose che hanno plasmato la terra nel tempo. Questo incontro mette in relazione i saperi ancestrali della creazione con i meccanismi della produzione capitalista.
—Cindy Sissokho