Attraverso sculture, installazioni e immagini in movimento, Tuấn Andrew Nguyễn esplora storie omesse o cancellate dagli archivi ufficiali, seguendo percorsi che attraversano territori e tracciano una storia alternativa del colonialismo. Il suo è un metodo personale, che fa emergere figure individuali e le loro traiettorie di vita convogliando la storia astratta in narrative concrete.
Durante le sue visite a Dakar, Nguyễn si è interessato alle esperienze dei soldati senegalesi inviati in Indocina dall’esercito coloniale francese e alle mogli che hanno incontrato in Vietnam e che, in molti casi, li hanno seguiti o sono tornate con loro. Molte di queste famiglie sono riuscite a ricavarsi un posto nella società senegalese – lottando, ma anche grazie a manifestazioni di solidarietà. Mentre girava il suo primo film in collaborazione con i discendenti a Dakar, Nguyễn ha fatto conoscenza con uno di loro, noto come “Bouba Chinois”, un rapinatore e bandito di lungo corso con una reputazione da eroe popolare.
Alla Biennale Arte 2026, Nguyễn presenta in anteprima Ñi demoon ñoo dellusi (2026), una videoinstallazione a due canali che vede protagonista un Bouba ormai anziano, tra filmati d’archivio e fotografie della sua famiglia, in particolare dell’amata madre Đợi. Il film esplora il modo in cui si trova un punto di riferimento nella società nonostante realtà spesso complesse. Bouba affronta il pubblico a viso aperto: eroe e antieroe, fragile e ribelle. Per dirla con le parole del protagonista, “Bouba Chinois, beh, è un mito senegalese”.
—Fatima Bintou Rassoul Sy