Classici fuori Mostra: Sorcerer (Il salario della paura, 1977) di William Friedkin
Capolavoro d’avventura di un maestro della New Hollywood e Leone d’oro alla carriera nel 2013. Mercoledì 25 marzo alle ore 19 al Cinema Rossini, Venezia.
Sorcerer
Sorcerer (Il salario della paura, 1977) di William Friedkin, è il nuovo appuntamento della rassegna Classici fuori Mostra 2026 della Biennale di Venezia, mercoledì 25 marzo alle ore 19 al Cinema Rossini, Sala 1 (Salizzada de la Chiesa o del Teatro, 3997). Capolavoro d’avventura di un maestro della New Hollywood, è stato proiettato nel 2013 alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica in occasione della consegna del Leone d’oro alla Carriera al regista William Friedkin. Nel cast Roy Scheider, Bruno Cremer, Francisco Rabal e Amidou. Restauro in 4K da The Criterion Collection, copia proveniente da UIP – United International Pictures per concessione di Cinema International Corporation e Park Circus. Introduce Eugenio De Angelis.
Biglietto ridotto a 3 euro per studenti IUAV, Università Ca’ Foscari, Conservatorio Benedetto Marcello, Accademia di Belle Arti di Venezia, e per under 26 e over 70, e associati Quarta Parete, Cineclub Venezia, Rete Cinema in Laguna, Associazione Cinema Barchin, Ateneo Veneto, Alliance Française de Venise, Amici dei Musei e dei Monumenti Veneziani.
Il delinquente Jack (Roy Scheider), il truffatore Victor (Bruno Cremer), il sicario Nilo (Francisco Rabal) e il terrorista Kassem (Amidou) si ritrovano tutti e quattro disperati in un sudicio villaggio dell’America centrale. Con la promessa di un cospicuo salario fanno squadra per una missione suicida: trasportare due camion carichi di esplosivo nella giungla.
Anticipando Apocalypse Now (1979) e I cancelli del cielo (1980), la prima grandiosa, magniloquente, titanica battuta d’arresto della New Hollywood fu proprio Sorcerer di William Friedkin. Erano gli anni in cui i nuovi grandi cineasti americani (Scorsese, Coppola, Cimino e appunto Friedkin) avevano raggiunto un tale riconoscimento di pubblico e critica da ricevere carta bianca dalle produzioni. Così fu per Sorcerer che metteva in scena una missione folle e vertiginosa tanto quanto lo furono le ormai leggendarie vicende del set. Esattamente come per Apocalypse Now, tutte le difficoltà della travagliata produzione sembrano confondersi con la finzione della storia, imprimendosi sulla pellicola, in un involontario scambio meta-cinematografico. Il risultato è un film larger than life, un’opera mondo, non compreso all’epoca dal pubblico e dalla critica, ma che oggi può solo essere ammirato come uno tra i più liberi e sorprendenti risultati del cinema americano.
« Quando Friedkin, forte dei successi di L’esorcista e Il braccio violento della legge, impose a Universal e Paramount (insieme) – mettendoci anche denaro di tasca sua – un remake nichilista e filosofico di un grande noir francese (Vite vendute di Henri-Georges Clouzot), senza grandi star e con una lavorazione complicatissima, nessuno pensava che fosse una buona idea. Dal punto di vista commerciale, avevano ragione: Sorcerer è uno dei grandi flop di un autore radicale, testardo e geniale. Dal punto di vista cinefilo, avevano torto: forse ancora più potente dell’originale, la storia di quattro uomini in fuga da se stessi, trascinati dal feticcio del denaro, inghiottiti dalle sabbie mobili di un’impresa folle, somiglia più al cinema di von Stroheim e di Herzog che alla New Hollywood degli anni Settanta. Il cast rappresenta un po’ lo spirito autoriale di Friedkin, un incontro esotico tra cinema europeo e cinema americano nel mezzo di una terra di nessuno in Sudamerica. Girato nella Repubblica Dominicana sotto quaranta gradi all’ombra, infatti, Sorcerer ruota intorno a un tema per cui pare che il film parli di se stesso: guidare due camion pieni di nitroglicerina riuscendo a non farli esplodere (la scena in cui passano sul fragilissimo ponte di legno sferzato dalla pioggia è leggendaria, una metafora della produzione che sta per precipitare). Le cronache dal set sembrano quelle di Apocalypse Now, tra attori colpiti dalla malaria, problemi caratteriali, litigi furiosi tra il regista e la troupe, direttori della fotografia che fuggono a metà lavorazione. Il tutto, però, finisce col detonare sullo schermo. Sorcerer somiglia a una rabbiosa implosione, a un’avventura autodistruttiva dove Friedkin si riconosce a tal punto nell’impresa da considerarla esistenziale. Il clima allucinato e febbrile viene esaltato dalla colonna sonora dei Tangerine Dream, gruppo elettronico che avrebbe poi coadiuvato con il proprio stile spiazzante altri cineasti insofferenti alle regole hollywoodiane (per esempio Michael Mann in Thief). » (Roy Menarini)
Classici fuori Mostra
Dopo Sorcerer, saranno presentati alla rassegna Classici fuori Mostra:
mercoledì 15 aprile Yi Yi: a One and a Two… (Yi Yi - e uno… e due…) (2000) di Edward Yang
introduce Elena Pollacchi
mercoledì 22 aprile The Quatermass Xperiment (L’astronave atomica del Dottor Quatermass) (1955) di Val Guest
introduce Marco Contino
mercoledì 29 aprile La finestra sul Luna Park (1957) di Luigi Comencini
introduce Marco Bertozzi
Ingressi
Sono previsti: abbonamento ridotto 25 euro, biglietto intero 6 euro
Riduzioni
- studenti IUAV, Università Ca’ Foscari, Conservatorio Benedetto Marcello, Accademia di Belle Arti di Venezia
- Under 26 e Over 70
- Possessori Biennale Card
- Possessori di accredito (qualsiasi tipo) della 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
- Associati Quarta Parete, Cineclub Venezia, Rete Cinema in Laguna, Associazione Cinema Barchin, Ateneo Veneto, Alliance Française de Venise, Amici dei Musei e dei Monumenti Veneziani
Biglietti in prevendita
www.circuitocinemavenezia.it
Biglietti in vendita
presso la biglietteria del Cinema Rossini