Commissario: Demitu Hambisa Bonsa;
Curatore: Abebaw Ayalew;
Espositore: Tegene Kunbi
Sede: Palazzo Bollani, Castello 3647
Etiopia
Shapes of Silence
album
DESCRIZIONE
Spesso, negli spazi espositivi, le opere d’arte vengono messe a tacere: i lavori visivi sono abitualmente sovrastati da apparati testuali e didascalie che ne rivendicano l’autorità interpretativa. Il linguaggio parla per l’opera, mentre la dimensione visiva e multimodale viene confinata al silenzio. Tale gerarchia riproduce una profonda asimmetria tra la parola e il resto, elevando la scrittura a medium privilegiato nella definizione del senso.
Tali gerarchie superano i confini dello spazio museale. Il diritto di parlare, interpretare e osservare è distribuito in modo diseguale lungo binari sociali e politici consolidati: l’élite rispetto al popolo, il colonizzatore rispetto al colonizzato. A questi ultimi è concessa visibilità, ma negata la possibilità di dare voce alla propria storia. Il silenzio emerge così come una condizione politica contesa.
Nel padiglione etiope di quest’anno, che segna la seconda partecipazione del Paese, con Shapes of Silence Tegene Kunbi mostra la pittura come una piattaforma in cui tali regimi del silenzio sono messi in atto e, al contempo, sovvertiti. Kunbi rifiuta una concezione passiva del medium pittorico. Le sue tele monumentali agiscono come archivi stratificati di lavoro, memoria e storia: una “minor key”, un tono minore in cui il silenzio si fa materia, tenendo in sospensione storia, affettività e potere.