fbpx Biennale Arte 2026 | Kyrgyzstan (Repubblica del)
La Biennale di Venezia

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Kyrgyzstan (Repubblica del)

Belek



Commissario: Ambasciata della Repubblica Kirghisa in Italia; 
Curatore: Geraldine Leardi; 
Espositore: Alexey Morosov
Sede: Ex Chiesa di Santa Caterina, Convitto Foscarini, Cannaregio 4941

descrizione

L’artista kirghiso Alexey Morosov porta i valori, le tradizioni e la cultura del suo paese alla Biennale Arte 2026. Insieme alla curatrice ha definito un’idea espositiva che esprime la sua visione dell’identità kirghisa attuale, attingendo alla storia plurimillenaria, al mito e alla memoria materiale ancora viva e offrendo un’immersione esemplare in quel territorio remoto.

Belek in kirghiso moderno significa “dono”, concetto cardine del progetto, che affronta una questione al tempo stesso globale e profondamente nazionale: come un piccolo popolo montano nel cuore dell’Asia gestisca la risorsa più preziosa del XXI secolo, l’acqua, restando fedele alla propria memoria, al proprio codice e alla propria terra.

All’idea centrale si accostano due snodi antropologico-culturali: il kok-börü, antico sport equestre centro-asiatico, espressione del movimento nella steppa, dove uomini e cavalli sono connessi tramite spina dorsale e si traducono in creature ibride e mitologiche, i centauri; e la recitazione mantrica del Manas, epopea del popolo kirghiso, con il suo mezzo milione di versi ritenuto il più vasto racconto orale mai tramandato nella storia umana. Il flusso di parole, intonato dai cantori come emergendo dal silenzio, sigilla e conclude la narrazione.

Venezia, Cannaregio 4941
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