fbpx Biennale Arte 2026 | Alvaro Barrington
La Biennale di Venezia

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Alvaro Barrington

1983, Caracas, Venezuela
Vive a Londra, UK


  • MAR - DOM
    09/05 > 30/09
    11.00 - 19.00

    01/10 > 22/11
    10.00 - 18.00
  • Padiglione Centrale
  • Ingresso con biglietto

Alvaro Barrington dipinge molto velocemente, ma il suo approccio alla tela può richiedere anni di studio in attesa di un’epifania. Quando poi arriva, la pennellata è cinetica, vaporosa e in grado di trasmettere nientemeno che lo scontro che ha dato origine all’Atlantico nero. È difficile dire cosa la pittura rappresenti per lui. Cosa significa, per un pittore, realizzare una ballerina di carnevale in alluminio alta tre metri? Avvolgere un divano nella plastica, evocando le abitudini di sua nonna a Grenada? Barrington sublima i ricordi personali, la cultura pop e lo studio della storia dell’arte in un’estetica creolizzata e ricombinante, guidata dall’ambizione di comunicare il modo in cui il nero vede se stesso dall’interno.

L’installazione Labor Day Parade ’91 di Barrington fa riferimento ai ricordi della West Indian Day Parade di Brooklyn, che arriva generando il proprio clima. C’è una tensione indissolubile nella dissonanza dei materiali: un camion avvolto in arazzi kuba dipinti, la cui carcassa illuminata accoglie un’installazione a celle, con figurine metalliche e una scultura alata in corda. C’è il senso frizzante del sincretismo caraibico, incarnato dalla riscrittura di Barrington del modernismo europeo o delle scene del Nuovo Testamento, con la sovversione delle immagini fondamentali del peccato e dei peccatori come agenti di liberazione. E c’è, soprattutto, una sensazione di movimento: incessante, in avanti, contro ogni previsione.

—Doreen St-Félix

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