arms ache avid aeon è un progetto concepito da Jo-ey Tang in collaborazione con le fondatrici del collettivo artistico fierce pussy: Nancy Brooks Brody, Joy Episalla, Zoe Leonard e Carrie Yamaoka. fierce pussy si è formato nel 1991 a New York, attorno a pratiche di attivismo queer e alla lotta contro l’AIDS. Dal 2015, ogni capitolo espositivo si concentra sulle relazioni tra pratiche artistiche individuali e collettive, in dialogo con il contesto politico. Chapter Nine comprende opere realizzate tra il 1991 e il 2026, qui ripensate alla luce del collasso climatico e della svolta autoritaria a livello globale.
Brody ha messo in luce i limiti del corpo e degli oggetti scavando vuoti e incastonando forme metalliche in strutture esistenti. Ha modificato oggetti di recupero per mettere al centro il potere immaginativo della riparazione. Episalla trasforma la carta fotografica attraverso l’utilizzo di acqua salmastra, bagni chimici e azioni fisiche, sfruttando il potere generativo del danno. Nella fotografia e nelle installazioni di Leonard, le forze elementari della natura entrano in gioco con meccanismi di potere, controllo e sorveglianza. Yamaoka lavora con un vocabolario essenziale di pellicole Mylar riflettenti, vinile nero e resina, con un metodo che prefigura risultati imprevedibili e allude a cancellazioni sociali.
Per le artiste, gli spazi marginali e le rovine precarie racchiudono in sé un potenziale di metamorfosi. Nel corso della Biennale Arte 2026, due progetti di fierce pussy si collegano alla storia del collettivo recuperando gli spazi pubblici come luoghi di inclusione. Due poster bilingui compaiono sui muri di tutta Venezia, mentre la Biglietteria Scarpa, un’ex biglietteria dei Giardini, viene trasformata in uno spazio di accoglienza.
—Jo-ey Tang