Billie Zangewa compone intricati collage da frammenti di seta grezza Dupion, raffigurando scene emotivamente cariche di vita quotidiana. Ogni opera è interamente realizzata a mano, in un percorso improntato verso la lentezza e il potere del senso del tatto, utilizzando scampoli provenienti per lo più da tessuti di scarto o da rimanenze. I suoi lavori possiedono un’intelligenza materica: la seta funge sia da supporto che da protagonista, con una grana irregolare e una lucentezza mutevole che impregnano ogni collage di una luminosità evidente.
La nuova raccolta di sette collage di Zangewa estende e approfondisce il suo progetto continuo di coltivare un linguaggio di introspezione, vulnerabilità e autonomia. Le opere raffigurano scene della sua vita e di quella delle persone a lei vicine: cucinare, riposarsi, portare la spesa, fare il bagno al figlio, stare seduti in silenzio. L’esperienza della maternità è rappresentata in composizioni che evocano il lavoro emotivo delle famiglie. Questi momenti della vita di ogni giorno evidenziano la presenza piuttosto che lo spettacolo, in un approccio che Zangewa definisce “femminismo quotidiano”.
Le opere di Zangewa parlano di costruzione dell’identità in un mondo plasmato dalla disuguaglianza e dalle aspettative, dei modi in cui le donne nere affermano la loro presenza tra storie di cancellazione, ma anche del potere silenzioso della vita di tutti i giorni. Aprono uno spazio in cui coesistono bellezza e vulnerabilità, in cui il quotidiano diventa splendente e in cui vedere diventa un atto di cura.
—Jareh Das