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La Biennale di Venezia

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Georgia

Modern Argonauts – Georgian Crossroads



Commissario: Shalva Khakhanashvili; 
Curatori: Shalva Khakhanashvili, Nino Metreveli; 
Espositori: Tatia Darchiashvili, Konstantin Mindadze, Guram Nikoladze, Nestan Mikeladze, Manuchar Okrostsvaridze, Guela Patiachvili, Mamuka Tsetskhladze, Merab Buliskiria, Karim Borjas, Jean-Dominique Ferrucci, Aliska Lahusen, Eve Ramboz, Annette Turrillo, Pedro Morales, Eizo Sakata, Mauro Marcenaro, Silvano Rubino
Sede: Palazzo Querini - Calle Lunga San Barnaba, Dorsoduro 2691

descrizione

Il Padiglione Georgia alla Biennale Arte 2026 muove i suoi Modern Argonauts da un crocevia contemporaneo tra Asia, Europa e Africa. Ripercorrendo le trame del Vello d’Oro, il progetto riformula il viaggio in un processo in fieri di scambio e metamorfosi, riflettendo il ruolo storico della Georgia come confluenza di rotte commerciali e idee.

Lo spazio del padiglione è concepito come una soglia simbolica in cui il mito interseca le urgenze del presente. Le opere si manifestano come frammenti: pareti che eludono la divisione, schermi dalle poliedriche letture e suoni privi di origine fissa. Al centro della ricerca sta l’alfabeto georgiano – Asomtavruli, Nuskhuri e Mkhedruli – inteso come un palinsesto che custodisce le eredità della Via della Seta.

Attraverso proiezioni crittografiche e paesaggi sonori evocativi, i significati nascosti di queste scritture rivelano la loro matrice cosmologica. L’allestimento evoca l’atmosfera del caravanserraglio, l’antica locanda di sosta, intrecciando motivi popolari e astrazioni moderniste. Il padiglione non è una collezione statica, ma un vascello in movimento – come la nave degli Argonauti – che mappa rotte provvisorie nel panorama globale, offrendo un’esperienza di deriva e riorientamento contro le narrazioni fisse delle rappresentazioni nazionali.

Venezia, Dorsoduro 2691

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