Commissario: Liwy del Carmen Immacolata Grazioso Sierra, Ministra della Cultura e dello Sport;
Curatori: Stefania Pieralice, Elsie Wunderlich;
Espositori: ARKEO, Luana Bottallo, Jorge Chavarría, Manuel Navichoc, Ana Lorena Núñez, SOY artistic group, Elsie Wunderlich
Sede: Spazio Berlendis, Cannaregio 6301/A
Guatemala
Las Invisibles
album
descrizione
In Guatemala i discendenti degli antichi Maya hanno preservato l’universo della loro cultura: pratiche, rituali e consuetudini iterate, depositarie di una diversità antropologica ispirata al sogno utopico di pace e di equilibrio interiore, di una relazione profonda con Qachu Alom (Nostra Madre Terra). In tali comunità, la donna è spesso la custode di una storia millenaria fatta di memoria collettiva e di resistenza identitaria, di quei valori alla base della cultura Maya. Las Invisibles sono le donne maya che offrono quotidianamente la loro esistenza alla comunità: tra mulino, pietra per macinare e lastre di argilla, dall’alba al tramonto, lavorano il mais, origine di ogni cosa e strumento di appropriazione identitaria di un popolo.
Il comal rovente, utilizzato per garantire il sostentamento della famiglia, tostare i chicchi e preparare le tortillas, diviene memoria di silenzi, ferite, carezze, sospiri, narrando la biografia di ognuna. Il tortear sulla pietra rovente cancella spesso ogni impronta digitale sulle mani umide – per evitare che il mais si attacchi – cancellando ogni identità, passata e futura. Ed è proprio nel tono sommesso, silenzioso del gesto, colmo di generosità, consolazione e speranza che riluce In Minor Keys: un suono flebile, non fragoroso, pervaso da una fede verso un eroismo umile.