L’installazione creata dall’artista e autrice Singh Soin, in collaborazione con il percussionista e compositore David Soin Tapesser, collega opere esistenti in una nuova configurazione site-specific, creando uno spazio di riposo e ascolto. Entriamo in una foresta di arazzi sospesi, un mondo di blu, bianco e terracotta; sentiamo parole, brividi, scricchiolii e crepitii. La ricerca degli artisti si è concentrata sulle regioni polari e sull’immaginario legato ai ghiacciai, nonché sulle strane e profonde connessioni tra il subcontinente indiano e la regione antartica risalenti alla Pangea.
Subcontinentment (2020) è allo stesso tempo un manifesto rivelatore, una registrazione sul campo e una composizione a più scale. Riunisce paesaggi sonori artici e registrazioni effettuate a Delhi nel periodo del lockdown. Il neologismo “Subcontinentment” suggerisce la possibilità di trovare riposo di fronte al coinvolgimento, alla complessità e alla complicità. Mountain, pixelated in the water (2021) riproduce l’onda sonora di Subcontinentment in un pezzo di cotone e seta, realizzato a mano dal maestro artigiano Gajam Govardhan durante la pandemia di Covid-19 utilizzando la seta ahimsa (o non violenta), un metodo di produzione che non richiede l’uccisione del baco da seta, e una laboriosa tecnica che prevede che i fili vengano tinti singolarmente prima della tessitura. In questa trasposizione, il telaio produce una musica propria.
—Lucia Pietroiusti