Mohammed Z. Rahman ha studiato antropologia, che ha poi trovato inadeguata nel momento in cui ha deciso di rivolgersi alla propria soggettività stratificata di persona queer, inglese bangladeshi e appartenente alla classe operaia. La pittura è diventata un modo per esprimere ciò che il linguaggio non riusciva più a contenere. La sua arte – che spazia dalle sculture ai disegni, fino alle pubblicazioni – include paesaggi onirici, eventi storici e racconti popolari che pongono ciò che è individuale e personale in dialogo con contesti sociali e politici.
L’installazione Rolling Heart raccoglie alcune delle sue opere recenti in una struttura espositiva alternativa, aperta, in semplice legno di pino, nella quale i dipinti sono rivolti sia verso l’interno che verso l’esterno, rivelando immagini e note nella parte retrostante, e le casse per il trasporto vengono riutilizzate sia come superficie pittorica che come sedute per il pubblico. La serie dal formato intimo Lovers’ Vigil (2024) raggruppa sessantaquattro dipinti realizzati su scatole di fiammiferi e raffiguranti fiori, candele e altri oggetti associati al dolore di un cuore spezzato. Memento Vivere (2024) consiste in una cassa dipinta in modo da riprodurre l’involucro di un preservativo la cui grafica celebra i lavoratori, chi ha prestato assistenza, gli amanti e gli attivisti dell’epidemia di AIDS. I dipinti su tavola di Emergency Then (2024) si ispirano invece a eventi che descrivono il fuoco sia come agente di perdita che come simbolo di sconvolgimento sociale.
Il lavoro di Rahman si muove con naturalezza tra le emozioni private e quelle collettive. Dai delicati mondi del dolore individuale alle più ampie lacerazioni causate dai disordini politici, le sue opere trattano il dolore su più livelli per svelare le commistioni tra memoria personale e storia collettiva.
—Eliel Jones