fbpx Biennale Arte 2026 | Pio Abad
La Biennale di Venezia

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Pio Abad

1983, Manila, Filippine.
Vive a Londra, UK



  • MAR - DOM
    09/05 > 30/09
    11.00 - 19.00

    01/10 > 22/11
    10.00 - 18.00
  • Padiglione Centrale
  • Ingresso con biglietto

Per Pio Abad, il disegno diventa un metodo per confrontarsi con oggetti depredati e riportare alla luce storie dimenticate. Le sue opere fungono sia da traccia che da monumento commemorativo alla perdita culturale causata dalla violenza coloniale e imperiale nelle Filippine, paese natale di Abad, e nel resto del mondo.

Ogni opera della serie di disegni a inchiostro 1897.76.36.18.6 (2023-2026) accosta uno dei bronzi del Benin della collezione del British Museum a una pila di oggetti di dimensioni simili provenienti dall’ambiente domestico dell’artista, ridando vita agli oggetti saccheggiati e ricollocandoli all’interno di una matrice di vita quotidiana. I am singing a song that can only be borne after losing a country (2023) è un disegno in scala ridotta del cosiddetto Mantello di Powhatan conservato dall’Ashmolean Museum di Oxford, che si concentra sul lato inferiore per produrre sia una trascrizione dettagliata dell’oggetto che un lamento per le storie di genocidio e di espropriazione che contiene.

Banua (2026) riprende un indumento femminile realizzato con bottoni di madreperla e conservato nella collezione del Field Museum di Chicago, che custodisce molti manufatti provenienti dalle Filippine. L’astrazione di Abad ha carattere di cosmo e di arcipelago, e crea un legame che attraversa i secoli tramite le tecniche comuni dell’artigianato. Mimetiche e indicali, le opere di Abad invitano all’incontro intimo, sottraendo i manufatti da magazzini e teche e infondendo loro una rinnovata presenza.

—Murtaza Vali

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