L’opera artistica di Sabian Baumann apre un varco nell’ignoto che permea ciò che è familiare, dispiegando mondi che si diramano e fioriscono nella molteplicità. La sua pratica artistica spazia dalla scultura al cinema, dalle installazioni a un ampio corpus di disegni fino a progetti di arte collaborativa e attivismo. Baumann intende la relazionalità come una forma di costruzione del mondo (worlding) in cui lo stato dell’essere è intrinsecamente legato agli altri. Seguono preoccupazioni sociali ed etiche, che richiamano l’attenzione su corpi e modalità esistenziali vulnerabili, riconoscendo l’esistenza di entità sovrumane e invitando gli spettatori a prendere parte alla collettività.
La serie di disegni nature (presque) mort, un progetto sul lutto per ciò che è perduto, ciò che arriverà e ciò che non è ancora stato distrutto, è un esempio di questo approccio. La sua estetica sembra unire illustrazione scientifica, libri per bambini, fumetti e altro ancora. Questi simboli di trasformazione e speranza si contrappongono a dettagli distopici e a un umorismo cupo. Nell’opera di Baumann, la contraddizione, la contingenza e la complessità sono sostenute dall’immaginazione, dall’arguzia e dalla tensione poetica.
Le opere scultoree di Baumann sono realizzate in argilla non cotta, suggerendo un potenziale ritorno dell’opera d’arte alla terra. La serie di rilievi Horizontales Paradies (2013-2014) raffigura costellazioni di figure umanoidi in contesti privati. I corpi si toccano, indugiano, fanno l’amore e si tengono stretti l’uno all’altro in scene che sono allo stesso tempo delicate e difficili. Seppur finite e temporanee, le loro forme generano intrecci che perdurano nel tempo.
—Lucie Tuma