fbpx Biennale Arte 2026 | Vera Tamari
La Biennale di Venezia

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Vera Tamari

1944, Gerusalemme
Vive a Ramallah, Palestina


  • MAR - DOM
    09/05 > 30/09
    11.00 - 19.00
     
    VEN - SAB FINO AL 30/09 (SOLO SEDE ARSENALE)
    11.00 - 20.00
     
    01/10 > 22/11
    10.00 - 18.00
  • Giardini / Arsenale
  • Ingresso con biglietto

Attraverso decenni di tentativi ed errori, l’artista palestinese Vera Tamari ha sviluppato un processo di realizzazione delle sue monumentali sculture in rilievo di argilla, che passa attraverso diverse fasi ad alta intensità di lavoro. Dopo una fase di ricerca e disegno preparatorio, e test sui materiali, le sculture vengono tagliate in pezzi più piccoli, che sono poi induriti, levigati e leggermente rimpiccioliti nel forno, e infine ricomposti per formare pannelli più grandi.

Si tratta di un processo lungo e non esente da rischi, di conseguenza le sculture presentano un elemento di solennità, che porta a riflessioni sulla distruzione e sull’espropriazione. Allo stesso tempo, l’opera si compiace delle lezioni della storia, della resilienza degli esemplari botanici e del piacere di lavorare insieme realizzando le cose a mano.

Da lungo tempo residente a Ramallah, Tamari è un’amata insegnante, mentore e fondatrice di istituzioni. Da quarant’anni la sua pratica sfida ciò che l’argilla è in grado di fare e come si relazione con altri media – tra cui pittura, fotografia, video installazione, scultura pubblica e performance. Le centinaia di componenti di Tale of a Tree (2002), così come i semi di ceramica che roteano in Mantra (2019) hanno a che fare tanto con la durata quanto con la scultura. Al contempo, i dipinti su tessuto di Tamari la trovano altrettanto avvezza ai mondi dell’astrazione gestuale.

—Kaelen Wilson-Goldie

Giardini / Arsenale

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