fbpx Biennale Arte 2026 | Wangechi Mutu
La Biennale di Venezia

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Wangechi Mutu

1972, Nairobi, Kenya
Vive a New York, USA, e a Nairobi


  • MAR - DOM
    09/05 > 30/09
    11.00 - 19.00
     
    VEN - SAB FINO AL 30/09 (SOLO SEDE ARSENALE)
    11.00 - 20.00
     
    01/10 > 22/11
    10.00 - 18.00
  • Giardini / Arsenale
  • Ingresso con biglietto

In The End, Where All began, EdEN, Wangechi Mutu propone un’installazione cosmologica che reimmagina il giardino dell’Eden, ispirandosi alla storia delle origini del suo popolo ancestrale e filtrandola attraverso una lente eco-femminista e della diaspora africana. Il film di animazione Mumbi wa Mumbi ha come soggetto Kirinyaga (il nome kikuyu del Monte Kenya), luogo in cui si dice che Ngai (Dio) abbia creato il primo uomo e la prima donna. L’opera cinetica Sweeper utilizza un’enorme scopa fatta di rami d’albero e capelli umani per raccogliere terra rossa e fondi di caffè in cerchi concentrici, come se si stesse prendendo cura di un giardino cosmico. MothersMound, un grande cumulo che prende la forma della pancia e dei seni di una donna incinta, è ispirata alle maschere dei ventri del popolo makonde. Si tratta di una metafora della resistenza e della bellezza della maternità e, più in generale, del potere femminile. Completano l’installazione sculture tattili realizzate con terra keniota, rami, corna di vacca, carta di libri, cristalli di quarzo e altri materiali naturali.

Le creature e le ecologie ibride di Mutu e la sua mitologia della creazione incentrata sulle donne sono atti innovativi di resistenza e rinnovamento femminista africano. La scultura in bronzo SimbiSiren è la più recente interpretazione dell’artista delle figure acquatiche che fondono il femminile, l’animale e il sovrannaturale. Il titolo fa riferimento a uno spirito guardiano delle acque dolci del Congo, che media tra il mondo vivente e quello ancestrale.

—Trevor Schoonmaker

Giardini / Arsenale

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