Dopo quasi tre decenni, Yoshiko Shimada e BuBu de la Madeleine hanno ripreso la loro collaborazione, che da tempo utilizza drag, performance e opere d’arte per mettere in discussione il colonialismo d’insediamento, l’imperialismo e il sentimento nazionalista nel Giappone del dopoguerra. Alla base della loro pratica comune c’è la rabbia per il mancato rispetto dei diritti umani fondamentali.
Nell’ambito della Biennale Arte 2026, il nuovo lavoro delle artiste Showa Angura (under-ground) Drag Sugoroku si concentra sui movimenti politici sovversivi (e spesso dimenticati) e sull’arte clandestina nel Giappone del dopoguerra. Tornano i caschi rosa del gruppo femminista militante Chūpiren, i riferimenti alle massicce proteste degli studenti degli anni Sessanta e Settanta contro la presenza militare degli Stati Uniti e al collettivo di monaci buddisti Ju-satsu Kito Sodan, che combatteva i proprietari delle aziende responsabili delle malattie causate dall’inquinamento.
Il duo mette in scena anche una processione per commemorare coloro che hanno perso la vita nella lotta per la giustizia sociale. Intitolata Procession for fallen comrades and fallen angels, la performance ha molteplici ispirazioni, tra cui la scena finale di Le notti di Cabiria di Federico Fellini. “Proprio come questi giovani guidano l’eroina dalla disperazione alla speranza attraverso la musica e l’allegria”, spiegano Shimada e La Madeleine, “attraverso la solidarietà vogliamo offrire un senso di speranza a coloro che si disperano a causa della discriminazione, dei conflitti e dei massacri che si ripetono in tutto il mondo”.
—Johann Fleuri