Dal 29 aprile in vendita i biglietti per gli spettacoli della Biennale Teatro
Biglietti e abbonamenti agli spettacoli (in programma dal 7 al 21 giugno) saranno acquistabili esclusivamente sul sito labiennale.org
Vendita biglietti e abbonamenti
Da domani, mercoledì 29 aprile (ore 15.00), il pubblico potrà riservarsi un posto agli spettacoli del 54. Festival Internazionale del Teatro diretto da Willem Dafoe e intitolato AlterNative. I biglietti e gli abbonamenti agli spettacoli, in programma dal 7 al 21 giugno a Venezia, saranno acquistabili esclusivamente sul sito web della Biennale di Venezia all’indirizzo www.labiennale.org
Fra le offerte destinate al pubblico e le facilitazioni per i più giovani si segnalano:
· l’abbonamento a tre spettacoli del 54. Festival Internazionale del Teatro al costo di 60 euro (anziché 75 euro)
· l’abbonamento per studenti e under 26 a tre spettacoli del 54. Festival Internazionale del Teatro al prezzo speciale di 36 euro (anziché 48 euro)
· il biglietto combinato Biennale Arte + Biennale Teatro, che abbina uno spettacolo a scelta tra quelli in programma al 54. Festival Internazionale del Teatro all’ingresso alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte al prezzo unico di 40 euro (anziché 55 euro).
Biennale Teatro 2026
In scena dal 7 al 21 giugno 2026, il 54. Festival Internazionale del Teatro attraversa tutti i continenti per mettere in luce culture e tradizioni diverse, offrendo altri modi di vedere e di pensare il mondo.
Il viaggio parte dall’origine viva del teatro, dalla Grecia di Christos Stergioglou, con il concerto-spettacolo Cries, e di Mario Banushi, destinatario del Leone d’argento, con Romance familiare, la trilogia che l’ha reso famoso presentata per la prima volta integralmente dalla Biennale di Venezia in coproduzione con la Fondation Cartier pour l’art contemporain.
Dall’Europa mediterranea si va all’estremo oriente, dove da più di trent’anni Satoshi Myiagi affronta i capisaldi della tradizione scenica occidentale attraverso la lente della tradizione teatrale giapponese. Così Mugen Noh Othello reinventa Shakespeare alla luce del rituale del teatro Mugen-Noh, tradizione risalente al tredicesimo secolo che vede nell’opera teatrale la ricreazione di un sogno o di un’illusione.
Dal sud est asiatico arriva la compagnia Bumi Purnati Indonesia, custode di una forma originale di danza, musica e canti che attinge a un complesso tradizionale di arti marziali noto come Silat, dal 2019 patrimonio immateriale dell’umanità. Due gli spettacoli in programma, ispirati a eventi, storie e leggende del passato: Under the Volcano e Hikayat Perahu/The tale of Boat.
Dall’India un’arte performativa dal vocabolario rigoroso, intrisa di spiritualità e di raffinato erotismo, che giunge fino a noi attraverso i secoli: è la danza Odissi della coreografa e danzatrice di Calcutta Sharmila Biswas, autrice e interprete di Mischief dance: A Journey Through Rhythm and Spirit.
Un immaginario ancestrale fatto di terra e aria, acqua e fuoco, abitato da dèi e uomini, sottende le visionarie creazioni dell’artista samoano Lemi Ponifasio, che alle culture aborigene attinge per creare nuovi simboli che parlino anche al nostro presente. Così Star Returning: Venice, opera che Ponifasio adatta espressamente alla sua presenza veneziana, è un modo di ascoltare la terra, gli antenati e i miti condivisi del popolo Yi della regione montagnosa del Daliangshan cinese.
Dal Ruanda giunge lo scrittore, attore, danzatore e regista Dorcy Rugamba con Hewa Rwanda – Letter to the Absent, la testimonianza in prima persona del genocidio dei Tutsi avvenuto nel 1994, che ha determinato la sua storia di uomo e di artista. Sempre dal continente africano giunge una celebrità della world music, la cantante del Benin Angelique Kidjo in concerto con il pianista Thierry Vaton.
Dall’Italia ci saranno Emma Dante, Leone d’oro alla carriera, con I fantasmi di Basile, ispirato all’universo immaginifico e barocco dello scrittore napoletano, e Davide Iodice con Promemoria, che pone al centro i racconti e la vita degli anziani della struttura di accoglienza di San Giobbe a Venezia, al termine di un laboratorio intensivo presso le strutture che si occupano della cura delle persone anziane (Istituzioni Pubbliche di Assistenza Veneziane). E poi il debutto sul palcoscenico internazionale del festival di giovani artisti grazie alla consolidata attività di Biennale College, che anche quest’anno farà conoscere un regista e due drammaturghi under 30: Alberto Colombo Sormani con Imago Vocis | spacetime in-between, vincitore del bando regia; Davide Pascarella e Bruna Bonanno, vincitori del bando dedicato alla nuova drammaturgia, rispettivamente con Bacio Sogno Autodistruzione e Aka Jolly Roger. In questo contesto Tacet di Jacopo Giacomoni, testo vincitore di Biennale College Drammaturgia 2024-25 e del Premio Riccione 2025 e che lo scorso anno era stato visto in forma di lettura scenica, è ora presentato in veste definitiva con la regia di Silvia Costa.
Ancora nel solco di Biennale College, del rapporto tra giovane artista e maestri, si colloca il Progetto Scuole di Teatro, che vede la Biennale aprire le porte a tre accademie: la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi che metterà in scena con gli attori del terzo anno un classico brechtiano, Santa Giovanna dei Macelli, per la regia di Marco Plini; l’Accademia Teatrale Carlo Goldoni del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale che con il regista Giorgio Sangati e gli allievi diplomati del corso di recitazione presenterà Comeradovera; la Scuola Teatro di Napoli – Teatro Nazionale che con il direttore e regista Arturo Cirillo e i giovani attori del secondo anno renderà omaggio a Enzo Moscato con Quindici ragazze con qualche esperienza.
Infine, un omaggio a Bob Wilson sarà ospitato nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian per tutto l’arco del festival grazie ai materiali raccolti e conservati all’ASAC, l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia.