I Leoni della Biennale Musica 2026
Il Leone d’Oro alla carriera va al poeta del rumore Keiji Haino; il Leone d’Argento va alla compositrice e organista canadese Sarah Davachi.
I LEONI 2026
È il compositore e performer giapponese Keiji Haino, poeta del rumore, il Leone d’Oro alla carriera della Biennale Musica 2026 per il suo contributo pionieristico ai linguaggi dell’improvvisazione e della sperimentazione contemporanea. Il Leone d’Argento è attribuito alla compositrice e organista canadese Sarah Davachi, una delle voci più interessanti e coerenti della scena musicale contemporanea, incentrata sull’ibridazione innovativa di linguaggi elettronici e acustici.
La decisione è stata presa dal Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia su proposta di Caterina Barbieri, Direttrice Artistica del Settore Musica.
La cerimonia di consegna del Leone d’Oro e del Leone d’Argento avrà luogo nel corso del 70. Festival Internazionale di Musica Contemporanea (10 > 24 ottobre).
Keiji Haino
“Attraverso una carriera di oltre cinquant’anni e un’intensa attività concertistica internazionale che lo ha visto collaborare con numerosi musicisti e artisti visivi di rilievo, Keiji Haino si è affermato come una delle voci più singolari e significative della musica di ricerca contemporanea. La sua opera, deliberatamente svincolata da appartenenze stilistiche, attraversa ambiti eterogenei - dal noise al free jazz e al blues, dal rock alla sperimentazione elettroacustica, dal folk alla drone music - creando un genere nuovo e inimitabile, che ridefinisce i confini tra musica colta e pratiche underground.
Nella poetica musicale di Keiji Haino, la performance estemporanea assume un valore imprescindibile e il suono si trasforma in esperienza corporea, primordiale e catartica. Questa indagine sonora investe una grande varietà di strumentazioni e tecniche, sia compositive che performative, spesso imprevedibili e idiosincratiche. La chitarra, la voce e le percussioni si affiancano spesso all’uso di elettronica, sintetizzatori e tecniche di campionamento ma anche la ghironda e altri strumenti della tradizione popolare appaiono spesso nelle sue esibizioni.
La natura irripetibile delle sue performance, che vive dell’interazione sempre diversa tra suono, corpo e spazio, eleva la musica a un atto incarnato di libertà e presenza assolute. In questo orizzonte, l’opera di Keiji Haino invita l’ascoltatore a rinnovare la propria capacità di stupore di fronte alla forza rivelatrice e rivoluzionaria del suono” (dalla motivazione).
Keiji Haino sarà alla prossima Biennale Musica (10 > 24 ottobre) con una delle sue speciali esibizioni dal vivo presentata in prima mondiale a Venezia, e con la presentazione del documentario sulla sua carriera diretto da Kazuhiro Shirao, per la prima volta proiettato al di fuori del Giappone.
Sarah Davachi
“Sarah Davachi ha costruito nel corso di oltre un decennio e mezzo un corpus di opere che esplora con attenzione e rigore le intime articolazioni del timbro e del tempo, ridefinendo l’esperienza dell’ascolto attraverso una pratica che unisce ricerca storica, fenomenologia della percezione e sperimentazione elettroacustica. Le sue composizioni, spesso fondate su durate estese e sistemi di accordatura naturale, rendono percepibili le minime variazioni di tessitura, intonazione e complessità armonica, portando in primo piano fenomeni psicoacustici e processi di graduale trasformazione timbrica.
L’opera di Davachi si colloca in un territorio in cui convergono le strutture del minimalismo, le concezioni intervallari e affettive della musica antica, e le pratiche sperimentali di produzione in studio, spesso incentrate sull’uso di strumentazione elettronica analogica e dell’organo a canne.
I suoi lavori attraversano formati solistici, cameristici e acusmatici, integrando strumenti acustici ed elettronici in un dialogo che non è mai decorativo ma profondamente strutturale. La sua ricerca timbrica, sostenuta da una solida formazione musicologica e da un’attenzione critica all’organologia, si traduce in un suono che è al tempo stesso materico e metafisico, concreto e contemplativo. In un tempo dominato dall’accelerazione e dalla saturazione, la sua musica propone un’esperienza di ascolto assoluta e paziente, capace di riconfigurare la percezione del familiare.
Le sue composizioni sono state commissionate e interpretate da ensemble e orchestre di primo piano, tra cui la Los Angeles Philharmonic e la London Contemporary Orchestra, e presentate in contesti come Southbank Centre, Barbican Centre, Radio France, Elbphilharmonie, The Museum of Modern Art e il Museo Reina Sofía” (dalla motivazione).
In occasione della Biennale Musica 2026, Sarah Davachi presenterà la prima mondiale di un nuovo lavoro per ensemble acustico.
I LEONI DELLE PRECEDENTI EDIZIONI
In passato il Leone d’Oro alla carriera per la Musica era stato attribuito a Goffredo Petrassi (1994), Luciano Berio (1995), Friedrich Cerha (2006), Giacomo Manzoni (2007), Helmut Lachenmann (2008), György Kurtág (2009), Wolfgang Rihm (2010), Peter Eötvös (2011), Pierre Boulez (2012), Sofija Gubajdulina (2013), Steve Reich (2014), Georges Aperghis (2015), Salvatore Sciarrino (2016), Tan Dun (2017), Keith Jarrett (2018), George Benjamin (2019), Luis De Pablo (2020), Kaija Saariaho (2021), Giorgio Battistelli (2022), Brian Eno (2023), Rebecca Saunders (2024), Meredith Monk (2025).
Il Leone d’Argento in passato è stato attribuito a Vittorio Montalti e Francesca Verunelli (2010), RepertorioZero (2011), Quartetto Prometeo (2012), Fondazione Spinola Banna per l’Arte (2013), Ryo Murakami (2016), Dai Fujikura (2017), Sebastian Rivas (2018), Matteo Franceschini (2019), Raphaël Cendo (2020), Neue Vocalsolisten (2021), Ars Ludi (2022), Miller Puckette (2023), Ensemble Modern (2024), Chuquimamani-Condori (2025).
Cenni biografici
Keiji Haino (1952, Chiba – Giappone) – Inizialmente ispirato da Antonin Artaud, si orienta verso il teatro, ma l’incontro con la musica dei The Doors lo conduce a intraprendere un percorso sonoro attraverso il quale assimila ed esplora una vasta gamma di linguaggi espressivi: dal blues delle origini, in particolare quello di Blind Lemon Jefferson, alla musica medievale europea, fino alla canzone popolare nelle sue molteplici declinazioni geografiche e culturali. Nel 1970 entra come vocalist nel gruppo Lost Aaraaf, il cui nome è tratto da una poesia di Edgar Allan Poe. Parallelamente avvia un’intensa attività di registrazioni e si forma da autodidatta alla chitarra e alle percussioni. Nel 1978 fonda la band rock Fushitsusha. A partire dal 1988 Haino intraprende una carriera internazionale, operando in numerose formazioni: come solista, all’interno di gruppi quali Fushitsusha, Nijiumu, Aihiyo, Vajra, Sanhedrin, Seijaku, Nazoranai e The Hardy Rocks, nonché come DJ sotto il nome “experimental mixture”. La sua pratica si estende inoltre a collaborazioni con artisti provenienti da ambiti eterogenei, spingendo all’estremo le possibilità performative di chitarra, percussioni, ghironda, strumenti a corda e a fiato, strumenti tradizionali di diverse culture e dispositivi elettronici da DJ, attraverso l’uso di tecniche fortemente distintive. Ha pubblicato più di 200 registrazioni e ha tenuto oltre 2.000 concerti dal vivo a livello internazionale, collaborando, fra gli altri, con Tony Conrad, John Zorn, Thurston Moore, Peter Brötzmann, Fred Frith, Bill Laswell, Faust, Jim O’Rourke, Oren Ambarchi, Stephen O’Malley, Merzbow, Z’EV, il virtuoso di tsugaru jamisen Michihiro Sato, l’orchestra di sitar Sitaar Tah; fra gli artisti visivi si citano Christian Marclay e Cameron Jamie.
Sarah Davachi (1987, Calgary - Canada) è compositrice e organista, attiva nell’ambito della musica elettroacustica e sperimentale. Ha lavorato al National Music Centre, con sede a Calgary, dal 2007 al 2017, dove ha svolto attività di formazione, ha sviluppato contenuti e ha archiviato dati relativi a strumenti musicali e attrezzature di registrazione. Consegue una laurea in filosofia presso l’Università di Calgary nel 2010, un master in Electronic music and recording media al Mills College di Oakland, California, nel 2012 e un dottorato in musicologia presso la UCLA (con una tesi su timbro, fenomenologia e organologia critica) nel 2025. Vive a Los Angeles, California. Fra le sue registrazioni, si ricordano: Barons Court Students of Decay (2015), Dominions (JAZ Records, 2016), Vergers(Important Records, 2016), All My Circles Run, un lavoro composto da cinque composizioni ognuna incentrata su un singolo strumento acustico (Students of Decay, 2017), Let Night Come on Bells End the Day, registrato con un Mellotron e un organo elettronico (Recital, 2018), Gave in Rest, un lavoro più orchestrato ispirato alle cattedrali e alla musica antica (Ba Da Bing, 2018), Pale Bloom (W.25TH, 2019), Cantus, Descant, un album incentrato sull’organo (Late Music, 2020), Antiphonals (Late Music, 2021), Two Sisters, vincitore del Libera Award per il disco autoprodotto dell’anno, assegnato dall’American Association of Independent Music (Late Music, 2022), Long Gradus, un quartetto d’archi commissionato per il rinomato Quatuor Bozzini canadese (Late Music, 2023) e The Head as Form’d in the Crier’s Choir (Late Music, 2024). Nel 2020 ha fondato Late Music, un’etichetta all'interno della divisione di partner label della Warp Records. Il suo lavoro è stato presentato da istituzioni quali Southbank Centre (Londra), Barbican Centre (Londra,), INA GRM (Parigi), Elbphilharmonie (Amburgo), Organ Reframed (Londra), The Museum of Modern Art (New York), The Getty Museum (Los Angeles), The Academy Museum (Los Angeles), The Broad Museum (Los Angeles), Orgelpark (Amsterdam), Honen-in Temple (Kyoto), Église Saint-Eustache (Parigi), Église du Gesù (Montréal), Chiesa Temppeliaukio (Helsinki), Grace Cathedral (San Francisco), Museo Reina Sofía (Madrid) e Teatro Cultural Artística (São Paulo), tra gli altri. Tra i suoi lavori su commissione e collaborazioni con ensemble figurano composizioni per The Los Angeles Philarmonic, la Brussels Philharmonic, The London Contemporary Orchestra, Quatuor Bozzini, Harmonic Space Orchestra, Apartment House, Ghost Ensemble, Wild Up, Yarn/Wire, Chamber Choir Ireland, The BBC Scottish Symphony Orchestra, Radio France, Contemporaneous Ensemble, Cello Octet Amsterdam e The Canadian International Organ Competition.