Leonilda González è nata nell’Uruguay rurale degli anni Venti, dove ha maturato la volontà di influire sul cambiamento sociale attraverso la stampa come mezzo principale, e in particolare la xilografia (incisione su legno), ritenendo che le sue caratteristiche di replicabilità e accessibilità l’avrebbero aiutata a comunicare con un pubblico più vasto. Ha collaborato alla fondazione del Club de Grabado de Montevideo, un collettivo e una scuola di arti grafiche, parte del movimiento de la cultura independiente (movimento della cultura indipendente), un gruppo di istituzioni artistiche finanziate dai soci, propostosi come alternativa alle organizzazioni culturali governative.
González utilizzava un coltello dal lato senza la lama per rimuovere con cura gli strati di legno dai blocchi, il che le consentiva di ottenere delicate sfumature cromatiche, e utilizzava stampanti tipografiche con cui lei e il Club de Grabado potevano produrre stampe originali a migliaia. Nel pieno del movimento culturale indipendente, González dà vita alla serie Novias revolucionarias che rispecchia il suo stile inconfondibile – una combinazione di ironia, sarcasmo e rabbia – ma anche la sua maestria grafica, che si esprime in rappresentazioni in bianco e nero ad alto contrasto di astrazioni di corpi e volti di ispirazione bizantina. Sebbene si presuma che la felicità coniugale di queste spose sia solo all’inizio, González le rappresenta arrabbiate, in protesta contro un sistema che cerca di “imprigionarle”. Alcuni anni dopo, le stampe sarebbero state interpretate come immagini di opposizione alla brutale dittatura militare in Uruguay (1973-1985).
—Roxana Fabius