fbpx Biennale Arte 2026 | Raed Yassin
La Biennale di Venezia

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Raed Yassin

1979, Beirut, Libano
Vive a Beirut, Libano, e a Berlino, Germania


  • MAR - DOM
    09/05 > 30/09
    11.00 - 19.00
     
    VEN - SAB FINO AL 30/09 (SOLO SEDE ARSENALE)
    11.00 - 20.00
     
    01/10 > 22/11
    10.00 - 18.00
  • Giardini / Arsenale
  • Ingresso con biglietto

Da oltre vent’anni Raed Yassin tratta categorie dense di contenuti come la realtà, la finzione, la storia e l’identità, frugando negli archivi non istituzionali del cinema egiziano, della radio libanese e della cultura popolare panaraba per trovare i suoi materiali di partenza.

Warhol of Arabia (2016-2018) è incentrato su un aneddoto molto noto ma approfondito di rado che riguarda l’incursione di Andy Warhol in Kuwait per allestire una mostra nel 1977. A partire da alcune fotografie e ritagli di giornale che ha trovato negli archivi della Sultan Gallery, Yassin ricostruisce una storia risalente alla fine degli anni Settanta, quando la stella di Warhol si stava spegnendo e l’artista visitò quella zona alla ricerca di soggetti da ritrarre. Intrecciando il reale con lo straordinariamente falso, Yassin ipotizza i possibili soggetti locali di Warhol e come l’artista pop potrebbe averli ritratti. In Yassin Haute Couture (2018), invece, si dedica alla storia del padre di Yassin, uno stilista che ha lavorato in Arabia Saudita fino al suo assassinio durante la guerra civile libanese. In serie come Playmate of the Month, Princess of Oblivion e Proposal for a Proposal, l’artista immagina i motivi ricamati che suo padre avrebbe potuto disegnare guardando vecchie fotografie di famiglia e le pagine della rivista “Playboy”. Portando il suo lavoro in un terreno fantastico ma delicato, Yassin pone uno sguardo fugace su un’assenza lancinante, altrimenti ben protetta dal suo pungente senso dell’umorismo.

—Kaelen Wilson-Goldie

Giardini / Arsenale

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