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La Biennale di Venezia

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Biennale Arte 2026

Padiglione Venezia

Padiglione Venezia

NOTE PERSISTENTI

Commissario Maurizio Carlin
Curatrice Giovanna Zabotti
con la partecipazione di Denis Isaia
e di Cesare Biasini Selvaggi
Espositori Dardust, Paolo Fantin, Ilya ed Emilia Kabakov, Alberto Scodro, Artefici del Nostro Tempo

 

A guardarla da vicino parrebbe che Venezia abbia sconfessato i propri confini geografici sin dalle origini. È probabile che qualcuno, più di uno, a un certo punto debba aver intuito la possibilità di affermarsi nei territori più fruttuosi del mito. Per farlo ha approfittato del mare e della voce trasognante della sua città, la cui singolarità poggia sullo scheletro che la regge: una querciaia remota e palafittica che la connette ai fondamenti della vita. Come Venezia, Note persistenti prende le mosse dall’acqua rappresentata dalla piscina che anticipa lo spazio interno del padiglione. In quello specchio si materializzano le prime “note”, quelle più sorde e subacquee che paiono risuonare dal fondo della laguna.

Reperti del mondo sotto i piedi della città: un paesaggio catalizzato dai paletti e da ciò che lì attorno si aggrega. Nel racconto del percorso, le “note” ora riemerse tornano a riecheggiare nell’aria, e non smettono di richiamare in causa la parte della materia più vicina alla riconoscenza. Come in una composizione in tonalità minore, il progetto espositivo invita ad allinearsi alle vibrazioni che ci consentono di tenere duro. E la materia, cuore persistente, accoglie le voci delle pieghe della storia, mentre la città e il suo padiglione diventano un campo di complicità.

 

Biennale Arte
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