La Biennale di Venezia

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Teatro

Gisèle Vienne - Jerk



(2008, 55')

creato e diretto da Gisèle Vienne
drammaturgia Dennis Cooper
musica originale Peter Rehberg e El Mundo Frio by Corrupted
luci Patrick Riou
creato in collaborazione con e interpretato da Jonathan Capdevielle
voci registrate Dennis Cooper, Paul P
styling Stephen O’Malley, Jean-Luc Verna
marionette Gisèle Vienne, Dorothéa Vienne Pollak
make-up Jean-Luc Verna, Rebecca Flores
costumi Dorothéa Vienne Pollak, Marino Marchand, Babeth Martin
consulenza per la ventriloquia Michel Dejeneffe
traduzione dall’inglese-americano in francese Emmelene Landon
con il supporto tecnico di Le Quartz Scène nationale de Brest
direttore tecnico Nicolas Minssen
direttore luci Arnaud Lavisse
produttore esecutivo DACM con la collaborazione di Le Quartz Scène nationale de Brest
coproduttori Le Quartz Scène nationale de Brest, Centre Chorégraphique National de Franche-Comté à Belfort nell’ambito di Accueil-Studio, Centro Parraga –Murcia
con il sostegno di Ville de Grenoble, Conseil Général de l’Isère and Ménagerie de Verre nell’ambito di Studiolab
La Compagnia Gisèle Vienne è sostenuta dal Ministère de la culture et de la communication – DRAC Grand Est, la Région Grand Est e Ville de Strasbourg
La Compagnia è sostenuta da Institut Français per le tournée internazionali
Gisèle Vienne è artista associata presso Nanterre-Amandiers, centre dramatique national e presso Théâtre National de Bretagne, Direction Arthur Nauzyciel

 

Con l’acquisto del biglietto per questo spettacolo avrete la possibilità di assistere alla performance Oblò (30’) delle ore 18.15 presso Arsenale Foyer Tese (ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti).

 

Spettacolo consigliato per un pubblico adulto

Commento dell'autrice

Il conforto del finto realismo.

La pièce Jerk rende pubblica l’esperienza intima di un omicidio, basata su una storia vera. La narrazione lineare dello spettacolo rafforza questo senso di rassicurante realismo. Jerk ci spinge a interrogarci sulla nostra percezione della realtà. Questo lavoro può essere considerato un continuum con le tre precedenti collaborazioni con Dennis Cooper; mette in discussione la forma narrativa lineare come fosse una sorta di trappola consolatoria.
Le nostre precedenti pièce trattavano il problema del concretizzarsi della fantasia, che può avvenire nel regno dell’esperienza poetica, e della sua fondamentale differenza con l’esperienza reale. Jerk parla di cosa accade quando la fantasia viene veramente vissuta.
In questa pièce, un’esperienza reale finisce per devastare i personaggi, che incarnano, in definitiva, il loro stesso disorientamento.
La forma narrativa lineare enfatizza quanto Jerk possa avvicinarsi ai margini della realtà; ci permette di affrontare il tema di come una fantasia criminale si attui nel mondo reale. La pièce amplia la gamma delle esperienze di realtà proposte nei progetti precedenti, consentendoci di fare il collegamento tra forme fittizie e forme reali; strutture lineari e strutture non lineari. Ci permette così di essere sottoposti al potenziale realismo della forma poetica e alla potenziale artificiosità della forma apparentemente realistica.
La questione costituisce il fulcro narrativo di Jerk: in che modo viviamo il rapporto con fantasia e realtà.

Sale d’Armi

SESTIERE CASTELLO
CAMPO DELLA TANA 2169/F
30122 VENEZIA
TEL. 0415218711
info@labiennale.org

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