| Anno e durata: | 2026, circa 150’ (prima assoluta) |
|---|---|
| Di: | Bertolt Brecht |
| Regia: | Marco Plini |
| Con: | Chiara Baccarini, Beatrice Barizza, Pietro Bertoni, Alessia Carkanji, Gaia Curto, Massimiliano Di Giacinto, Jacopo Francesco Fiori, Davide Lo Vecchio, Chiara Maggio, Marta Militello, Silvia Paterlini, Guglielmo Potecchi, Lua Omi Quagliarella, Paulette Rufin, Maria Spinazzola, Federico Tallon, Pietro Vuolo (attori terzo anno della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi) |
| Assistente alla regia: | Elena Patacchini |
| Movimenti scenici: | Davide Montagna |
| Video: | Fabio Brusadin |
| Luci: | Paolo Latini, Simona Ornaghi |
| Suono: | Andrea Centonza |
| Scenotecnica: | Alice Capoani, Mattia Franco |
| Sartoria: | Nunzia Lazzaro, Fabiola Soldano |
| Produzione: | Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi |
| In collaborazione con: | La Biennale di Venezia |
Marco Plini - Santa Giovanna dei Macelli
Descrizione
Lo scontro tra gli affaristi del mercato della carne in scatola e gli operai delle loro fabbriche di Santa Giovanna dei Macelli, un classico del teatro brechtiano, diviene il mezzo per capire dove si sposta il paradigma del conflitto in un’epoca che ha superato il concetto di lotta di classe, ma in cui le diseguaglianze continuano a esistere.
Scrive il regista Marco Plini: “Lo svelamento dei meccanismi di manipolazione finanziaria del mercato e della prepotenza capitalista, interpretato da una compagnia di giovanissimi, può aiutarci a far risuonare meglio il testo nel tempo presente, facendoci riflettere anche su alcune sfumature del rapporto capitale/individuo che ha proprio nelle nuove generazioni le vittime designate. Ma l’ingenuità di Giovanna se da un lato, forse, fa arrabbiare, dall’altro porta con sé l’idea novecentesca che il mondo possa essere aggiustato; questo ottimismo è lo stesso di Brecht e l’angolazione che stiamo perdendo nel rapporto con la realtà”.