| Anno e durata: | 2026, 55’ (prima assoluta) |
|---|---|
| Ideazione e regia: | Μario Βanushi |
| Musiche originali e design sonoro: | Emmanouel Rovithis |
| Con: | Mario Banushi, Xenia Dania, Rita Litou, Aulona Lupa |
| Sound design e musiche: | Emmanouel Rovithis |
| Scene, costumi e luci: | Mario Banushi |
| Assistente alla regia: | Theodora Patiti |
| Fotografia: | Mario Banushi, Angelos Barai |
| Relazioni internazionali e organizzazione: | Nikos Mavrakis – TooFarEast |
| Produzione esecutiva: | Ioanna Papakosta – TooFarEast |
| Traduzione e adattamento sovratitoli a cura di: | Matilde Vigna |
| Produzione: | La Biennale di Venezia, Onassis Stegi, The Coronet Theatre, Noorderzon Festival, Mario Banushi, TooFarEast |
| Si ringrazia: | Gerasimos Kappatos e Kappatos Gallery, Chryssi Vidalaki e Theatro sti Sala, Maria-Nefeli Chalari, Alexandra Hasani, Myrto Stamatopoulou, Pinelopi Tsoutsouva, Andreas Voukenas e Andy Xhuma |
| Co-produzione: | Fondation Cartier pour l'art contemporain |
Mario Banushi - Capitolo 1: Ragada
Descrizione
Esponente del nuovo teatro greco, Mario Banushi, premiato dalla Biennale con il Leone d’argento, presenta per la prima volta in contemporanea la trilogia che l’ha reso immediatamente famoso, Romance familiare.
Ragada, Good Bye Lindita, Taverna Miresia sono i capitoli di un paesaggio della memoria che affonda le radici in riti e tradizioni ancestrali legati all’infanzia albanese di Banushi, un paesaggio affidato più che alle parole a immagini evocative sospese tra sogno e realtà, forti di una carica emotiva che trasforma temi intimi e personali – legami e affetti, senso di perdita e di dolore, nostalgia - in poesia universale.
Così Ragada, che significa smagliatura in greco, indicando una cicatrice che si può attenuare col tempo ma non scompare mai, racconta della madre, donna immigrata in Grecia dall’Albania, assieme al marito e ai figli. È lo spettacolo di esordio di Banushi, presentato in un appartamento ateniese durante il lockdown sotto forma di frammenti, ora ricreato appositamente per la Biennale.