| Anno e durata: | 2023, 65’ |
|---|---|
| Ideazione e regia: | Mario Banushi |
| Con: | Mario Banushi, Babis Galiatsatos, Heleni Habia Nzanga, Alexandra Hasani, Erifyli Kitzoglou, Katerina Kristo, Rita Litou |
| Musiche originali e design sonoro: | Emmanouel Rovithis |
| Scene e costumi: | Sotiris Melanos |
| Design luci: | Tasos Palaioroutas |
| Associati alla drammaturgia: | Aspasia-Maria Alexiou, Sofia Eftychiadou |
| Assistenti alla regia: | Afroditi Kapokaki, Theodora Patiti |
| Fotografia: | Theofilos Tsimas |
| Video: | Nikos Pastras |
| Coordinamento tecnico: | Giannis Kougias |
| Tecnico luci: | Marietta Pavlaki |
| Fonico: | Dimos Livitsanos |
| Direttore di scena: | Efi Christodoulopoulou |
| Attrezzista: | Michail Adamis |
| Produzione esecutiva: | TooFarEast |
| Relazioni internazionali e organizzazione: | Nikos Mavrakis – TooFarEast |
| Direttore di produzione: | Ioanna Papakosta – TooFarEast |
| Co-produzione: | La Biennale di Venezia e Fondation Cartier pour l'art contemporain |
| Ulteriori info: | Goodbye, Lindita è stato commissionato e prodotto dal National Theatre of Greece per la stagione 2022-2023 e ha debuttato il 29 marzo 2023 sull’Experimental Stage – Emerging Artists (Rex Theatre – Katina Paxinou Stage) |
Mario Banushi - Capitolo 2: Goodbye, Lindita
Descrizione
Secondo capitolo del romanzo familiare di Mario Banushi, Goodbye, Lindita esprime un senso ineffabile di perdita e di nostalgia attraverso un’altra figura materna, questa volta acquisita, la seconda moglie del padre, Lindita. Attingendo alla memoria dei riti funebri balcanici della sua infanzia, lo spettacolo esplora silenziosamente un’esperienza umana ineluttabile. In un interno domestico una famiglia piange sommessa, finché eventi che hanno del soprannaturale aprono una finestra su un mondo in cui la memoria si intreccia con la fantasia e la realtà con i sogni. Il pubblico diventa testimone di un viaggio interiore che cerca risposte all’eterna domanda che tutti ci riguarda: come dire addio a chi amiamo di più? “La casa non è un porto, non è il luogo in cui arrivi o a cui ritorni; la casa è dove fa male. Ed è il luogo in cui impari a guarire” (Dimitris Papanikolaou).