fbpx Biennale Teatro 2026 | Mario Banushi - Capitolo 2: Goodbye, Lindita
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Teatro

Mario Banushi - Capitolo 2: Goodbye, Lindita

Anno e durata:2023, 65’
Ideazione e regia:Mario Banushi
Con:Mario Banushi, Babis Galiatsatos, Heleni Habia Nzanga, Alexandra Hasani, Erifyli Kitzoglou, Katerina Kristo, Rita Litou
Musiche originali e design sonoro:Emmanouel Rovithis
Scene e costumi:Sotiris Melanos
Design luci:Tasos Palaioroutas
Associati alla drammaturgia:Aspasia-Maria Alexiou, Sofia Eftychiadou
Assistenti alla regia:Afroditi Kapokaki, Theodora Patiti
Fotografia:Theofilos Tsimas
Video:Nikos Pastras
Coordinamento tecnico:Giannis Kougias
Tecnico luci:Marietta Pavlaki
Fonico:Dimos Livitsanos
Direttore di scena:Efi Christodoulopoulou
Attrezzista:Michail Adamis
Produzione esecutiva:TooFarEast
Relazioni internazionali e organizzazione:Nikos Mavrakis – TooFarEast
Direttore di produzione:Ioanna Papakosta – TooFarEast
Co-produzione:La Biennale di Venezia e Fondation Cartier pour l'art contemporain
Ulteriori info:Goodbye, Lindita è stato commissionato e prodotto dal National Theatre of Greece per la stagione 2022-2023 e ha debuttato il 29 marzo 2023 sull’Experimental Stage – Emerging Artists (Rex Theatre – Katina Paxinou Stage)
Teatro alle Tese Dettagli
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Descrizione

Secondo capitolo del romanzo familiare di Mario Banushi, Goodbye, Lindita esprime un senso ineffabile di perdita e di nostalgia attraverso un’altra figura materna, questa volta acquisita, la seconda moglie del padre, Lindita. Attingendo alla memoria dei riti funebri balcanici della sua infanzia, lo spettacolo esplora silenziosamente un’esperienza umana ineluttabile. In un interno domestico una famiglia piange sommessa, finché eventi che hanno del soprannaturale aprono una finestra su un mondo in cui la memoria si intreccia con la fantasia e la realtà con i sogni. Il pubblico diventa testimone di un viaggio interiore che cerca risposte all’eterna domanda che tutti ci riguarda: come dire addio a chi amiamo di più? “La casa non è un porto, non è il luogo in cui arrivi o a cui ritorni; la casa è dove fa male. Ed è il luogo in cui impari a guarire” (Dimitris Papanikolaou).


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