fbpx Biennale Arte 2026 | Carsten Höller
La Biennale di Venezia

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Carsten Höller

1961, Bruxelles, Belgio
Vive a Biriwa, Ghana; Toscana, Italia; e Stoccolma, Svezia


  • MAR - DOM
    09/05 > 30/09
    11.00 - 19.00
     
    VEN - SAB FINO AL 30/09
    11.00 - 20.00
     
    01/10 > 22/11
    10.00 - 18.00
  • Arsenale
  • Ingresso con biglietto

Carsten Höller, artista dalla formazione scientifica, crea situazioni che esplorano le condizioni sensoriali, sociali e psicologiche, da installazioni su larga scala che sconvolgono il senso del sé a istruzioni ludiche ispirate ai surrealisti. Le sue opere mettono in discussione l’ordine della realtà e spingono all’estremo la logica fino ai limiti dell’assurdo.

Giant Triple Mushroom (2025), una scultura alta quattro metri collocata nel Giardino delle Vergini, è la prosecuzione di una serie di massicci collage scultorei composti per metà da Amanita muscaria (detta anche “ovolo malefico”), e per i restanti due quarti da due funghi di tipo diverso. L’amanita muscaria, ricorrente nelle sue opere, è considerata il componente principale del soma, la pozione decantata negli inni vedici. L’interesse di Höller per i funghi è legato alla loro importanza culturale ed ecologica. Non trattandosi di forme vegetali né animali, sono del tutto estranei a noi; tuttavia, la loro influenza attraverso il micelio è di ampia portata.

Per Smell of My Father e Smell of My Mother, opere olfattive presentate per la prima volta nel 2017, Höller ha raccolto composti chimici dalla sciarpa di sua madre e dal cappello del suo defunto padre. Una versione sintetizzata dei loro odori, in grado di impregnare i visitatori, è infusa nell’aria che circonda due panchine. La sua influenza nell’inconscio si diffonde come spore attraverso la mostra e oltre, alterando potenzialmente la nostra esperienza e noi stessi.

—Stefanie Hessler


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