Per Sandra Knecht il concetto di “Heimat”, o casa, è una struttura mutevole che accoglie gli animali e i modelli di vita che la circondano: rotazioni delle colture, traiettorie di volo, lavoratori pendolari. La sua installazione Home Is a Foreign Place, radicata nella tradizionale scenografia dei frutteti svizzeri, include sculture, oggetti di recupero e fotografie. Bee House è un apiario restaurato che era stato occupato prima da un nido di vespe e poi da un ghiro, a testimonianza della profonda intelligenza della vita animale. Nel suo giardino trova spazio un calco in bronzo del pero preferito di Knecht, abbattuto da una tempesta; lì, diventa un rifugio per insetti e animali che vi fanno il nido. Nella serie fotografica Tschinns, Knecht impiega il proprio corpo per mettere in relazione le storie popolari svizzere sugli spiriti delle montagne con le sue impressioni psichiche di adulta sulla convergenza tra mondi fisici e immateriali, utilizzando la performance come scudo per indagare ciò che, come spiega lei stessa, “continua a ribollire nel corpo”.
Knecht vive in un villaggio con partner, cani e i loro altri animali. Sebbene idilliaca e pacifica, la vita di paese può essere difficile per chi vive e ama al di fuori dei quadri normativi socialmente accettati. In effetti, i progetti di Knecht si interrogano spesso su quanta diversità una società sia disposta a tollerare: una richiesta politica tanto quanto un’indagine filosofica sul modo migliore di vivere insieme.
—Gabe Beckhurst Feijoo