Attraverso il disegno, la pittura, la scultura e l’installazione, Temitayo Ogunbiyi combina, tra gli altri riferimenti, forme botaniche, tecniche e geometrie delle acconciature, strutture ludiche e la logica schematica delle carte di navigazione, dando vita a forme che sono allo stesso tempo giocose, materialmente concrete e concettualmente ricche. Intrecciando questi elementi, l’artista sottolinea come i gesti quotidiani e le pratiche culturali possano portare con sé storie profonde di comunicazione e creatività.
I capelli sono un punto di partenza importante e Ogunbiyi è particolarmente attratta dalle tecniche di intreccio, una pratica che compare nelle acconciature vittoriane come in quelle da guerra degli Oldeka masai, nelle parrucche del Wari costiero (l’odierno Perù) e nell’intreccio yoruba Ogun Pari. Interpretate come strumenti di protezione e di forza, fungono da archivi intimi e concreti e come luoghi in cui la conoscenza, l’identità e la memoria sono custodite e continuano a essere trasmesse. Un altro tema ricorrente è quello del gioco: la ricerca di Ogunbiyi sulle strutture ludiche accessibili, in particolare quelle realizzate con materiali domestici o da costruzione di uso comune, l’ha portata a confrontarsi con artisti che hanno considerato il potenziale sociale e pedagogico del gioco, tra cui Martin Puryear e Isamu Noguchi. Per Ogunbiyi, questa risonanza pone l’accento su un dialogo più ampio, transculturale e intergenerazionale su curiosità, interazione e cura. Le sue sculture sono ritmiche e tattili; tracciano connessioni tra geografie, materiali e storie diverse. Inoltre, sono socialmente impegnate e creano ambienti che invitano alla partecipazione.
—Jareh Das