Con la sua nuova installazione Garden of the Broken Hearted, Theo Eshetu crea un momento di contemplazione che permette allo spettatore di confrontarsi con le brutali realtà che influenzano la vita di molte persone e che la maggior parte di noi consuma a distanza sugli schermi. Si tratta di un grande albero di ulivo posto su un palcoscenico rotante. Un video viene proiettato sull’albero, smaterializzandolo.
I giardini sono spazi di aggregazione, tanto di piante quanto di persone. Ma possono anche essere luoghi di sradicamento, controllo e appropriazione. L’albero si offre come riflessione poetica sull’impermanenza. Resiste all’alienazione dalla propria terra d’origine nello spazio dell’arte: si aggrappa alla vita, pur perdendo le foglie, pur anelando alla luce e all’acqua, pur essendo privato della sua funzione di nutrimento e riparo e del suo posto in un più ampio ciclo naturale. Nel frattempo, su di esso vengono proiettate delle riprese video dell’albero, realizzate prima del suo trasferimento a Venezia, che conferiscono un senso di temporalità, di vita che si estende sia verso il passato che verso il futuro. Garden of the Broken Hearted crea uno spazio di lutto e malinconia e al contempo un rifugio di pace.
—Melanie Roumiguière