Nicholas Hlobo si serve di materiali come pelle, gomma, nastri, rame, legno e ottone reinventandone il significato. La gomma e i nastri, ad esempio, sono spesso associati alla cultura BDSM e fetish. Per Hlobo, tuttavia, la gomma rimanda anche ad alcune forme di lavoro diffuse nelle township a predominanza xhosa, come la riparazione degli pneumatici, attività considerata prettamente maschile. Il nastro diventa per Hlobo un modo per femminilizzare questa mascolinità così rigida e dirottare subdolamente l’opera verso la sua identità di uomo xhosa gay.
Umrhubuluzi (2010) rappresenta una figura umanoide di gomma, nastri e pelle cuciti tra loro, che striscia su appendici simili a braccia. I nastri pendono dal suo corpo come alghe da una sirena. La figura oscilla tra l’umano, l’animale e il mitologico, evocando racconti di affascinanti creature marine che al momento dell’incontro diventano pericolose e grottesche.
Le Silent Wind Orchestras di Hlobo sono complesse installazioni scultoree che includono uno o più strumenti a fiato in grado di produrre suono senza l’intervento dell’artista o del pubblico. Questi strumenti sono avvolti da fili che terminano con appendici di forma fallica. In Unduluko (2016), un corno poggia sul busto di una figura realizzata in pelle, gomma e nastri. In Mphephethe uthe cwaka (2017), un gruppo di strumenti in rame e ottone, collegati da una corda, si snoda nello spazio.
—Bulelwa Kunene