Biennale Musica 2026
A Child Of Sound
La potente metafora del bambino in ascolto ci ricorda che la contemporaneità non si riduce alla semplice appartenenza al proprio tempo. Essere contemporanei significa cercare proprio ciò che nel presente non è ancora pienamente visibile, ascoltare ciò che non ha ancora trovato una lingua. In questa prospettiva anche l’anarchia può tornare al suo significato originario, intesa come sospensione dell’ordine già dato, libertà necessaria perché una forma inattesa possa apparire. A Child of Sound è allora il momento in cui il suono è ancora fresco, l’ascolto non ha ancora deciso che cosa aspettarsi, e la musica può finalmente venire alla luce.
Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale di Venezia
Il concerto è un’occasione unica per fermarsi: ripartire dal silenzio per mettersi in ascolto ed entrare in connessione con se stessi e con l’altro, lasciandosi disarmare dalla musica. Quel primo ascolto, che solo le orecchie vergini hanno, è rivelatore non solo per capire la musica del presente, senza il filtro del pregiudizio e delle categorie che recintano l’immaginazione, ma anche per tornare a vivere, e non semplicemente a sopravvivere, nella contemporaneità.
Forse in questa rivelazione si racchiude anche la possibilità di una rivoluzione, fatta con la stessa serietà e devozione con cui il bambino si dedica al gioco, infrangendo le regole per crearne di nuove, come l’artista che trasgredisce le leggi del conosciuto per generare innovazione.
Caterina Barbieri, Direttrice Artistica del Settore Musica
Testi tratti da A CHILD OF SOUND, catalogo del 70. Festival Internazionale di Musica Contemporanea - La Biennale di Venezia 2026