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La Biennale di Venezia

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Biennale Musica 2026

Sarah Davachi

Leone d’argento

Cerimonia di consegna

Lunedì 12 ottobre, ore 12.00
Ca’ Giustinian, Venezia

Sarah Davachi

La Biennale di Venezia ha attribuito il Leone d’Argento alla compositrice e organista canadese Sarah Davachi, una delle voci più interessanti e coerenti della scena musicale contemporanea, incentrata sull’ibridazione innovativa di linguaggi elettronici e acustici.

“Sarah Davachi ha costruito nel corso di oltre un decennio e mezzo un corpus di opere che esplora con attenzione e rigore le intime articolazioni del timbro e del tempo, ridefinendo l’esperienza dell’ascolto attraverso una pratica che unisce ricerca storica, fenomenologia della percezione e sperimentazione elettroacustica. Le sue composizioni, spesso fondate su durate estese e sistemi di accordatura naturale, rendono percepibili le minime variazioni di tessitura, intonazione e complessità armonica, portando in primo piano fenomeni psicoacustici e processi di graduale trasformazione timbrica.
L’opera di Davachi si colloca in un territorio in cui convergono le strutture del minimalismo, le concezioni intervallari e affettive della musica antica, e le pratiche sperimentali di produzione in studio, spesso incentrate sull’uso di strumentazione elettronica analogica e dell’organo a canne.
I suoi lavori attraversano formati solistici, cameristici e acusmatici, integrando strumenti acustici ed elettronici in un dialogo che non è mai decorativo ma profondamente strutturale. La sua ricerca timbrica, sostenuta da una solida formazione musicologica e da un’attenzione critica all’organologia, si traduce in un suono che è al tempo stesso materico e metafisico, concreto e contemplativo. In un tempo dominato dall’accelerazione e dalla saturazione, la sua musica propone un’esperienza di ascolto assoluta e paziente, capace di riconfigurare la percezione del familiare.
Le sue composizioni sono state commissionate e interpretate da ensemble e orchestre di primo piano, tra cui la Los Angeles Philharmonic e la London Contemporary Orchestra, e presentate in contesti come Southbank Centre, Barbican Centre, Radio France, Elbphilharmonie, The Museum of Modern Art e il Museo Reina Sofía” (dalla motivazione).

Al  70. Festival Internazionale di Musica Contemporanea Sarah Davachi presenta in prima assoluta il brano Chanters per organo, coro e orchestra (16 ottobre, Teatro Goldoni), e brani per organo da camera solo tratti dai suoi due più recenti album (18 ottobre, Teatro Piccolo Arsenale), oltre a comparire come strumentista nel lavoro di Kara-Lis Coverdale (10 ottobre, Teatro alle Tese).

Nota biografica

Sarah Davachi (1987, Calgary - Canada) è compositrice e organista, attiva nell’ambito della musica elettroacustica e sperimentale. Ha lavorato al National Music Centre, con sede a Calgary, dal 2007 al 2017, dove ha svolto attività di formazione, ha sviluppato contenuti e ha archiviato dati relativi a strumenti musicali e attrezzature di registrazione. Consegue una laurea in filosofia presso l’Università di Calgary nel 2010, un master in Electronic music and recording media al Mills College di Oakland, California, nel 2012 e un dottorato in musicologia presso la UCLA (con una tesi su timbro, fenomenologia e organologia critica) nel 2025. Vive a Los Angeles, California. Fra le sue registrazioni, si ricordano: Barons Court Students of Decay (2015), Dominions (JAZ Records, 2016), Vergers(Important Records, 2016), All My Circles Run, un lavoro composto da cinque composizioni ognuna incentrata su un singolo strumento acustico (Students of Decay, 2017), Let Night Come on Bells End the Day, registrato con un Mellotron e un organo elettronico (Recital, 2018), Gave in Rest, un lavoro più orchestrato ispirato alle cattedrali e alla musica antica (Ba Da Bing, 2018), Pale Bloom (W.25TH, 2019), Cantus, Descant, un album incentrato sull’organo (Late Music, 2020), Antiphonals (Late Music, 2021), Two Sisters, vincitore del Libera Award per il disco autoprodotto dell’anno, assegnato dall’American Association of Independent Music (Late Music, 2022), Long Gradus, un quartetto d’archi commissionato per il rinomato Quatuor Bozzini canadese (Late Music, 2023) e The Head as Form’d in the Crier’s Choir (Late Music, 2024). Nel 2020 ha fondato Late Music, un’etichetta all'interno della divisione di partner label della Warp Records. Il suo lavoro è stato presentato da istituzioni quali Southbank Centre (Londra), Barbican Centre (Londra,), INA GRM (Parigi), Elbphilharmonie (Amburgo), Organ Reframed (Londra), The Museum of Modern Art (New York), The Getty Museum (Los Angeles), The Academy Museum (Los Angeles), The Broad Museum (Los Angeles), Orgelpark (Amsterdam), Honen-in Temple (Kyoto), Église Saint-Eustache (Parigi), Église du Gesù (Montréal), Chiesa Temppeliaukio (Helsinki), Grace Cathedral (San Francisco), Museo Reina Sofía (Madrid) e Teatro Cultural Artística (São Paulo), tra gli altri. Tra i suoi lavori su commissione e collaborazioni con ensemble figurano composizioni per The Los Angeles Philarmonic, la Brussels Philharmonic, The London Contemporary Orchestra, Quatuor Bozzini, Harmonic Space Orchestra, Apartment House, Ghost Ensemble, Wild Up, Yarn/Wire, Chamber Choir Ireland, The BBC Scottish Symphony Orchestra, Radio France, Contemporaneous Ensemble, Cello Octet Amsterdam e The Canadian International Organ Competition.

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